Uno sciopero della fame per sostenere la riforma ius soli cominciato ieri da 800 insegnanti e a cui si sono aggiunti anche una trentina di parlamentari, in primis Luigi Manconi ed Elena Ferrara (Pd) e Paolo Corsini (Mdp).

Ricordiamo che lo ius soli è una proposta legge, approdata in Senato nel 2015, con la quale viene data la cittadinanza italiana a bambini nati in Italia da genitori stranieri ma in possesso del permesso di soggiorno e residenti nel nostro Paese da almeno cinque anni.

“Oggi (ieri per chi legge), 3 ottobre - si legge nell’appello dei parlamentari aderenti - giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, oltre 800 insegnanti attueranno uno sciopero della fame a sostegno della legge e informeranno i loro studenti del significato della propria azione. Potrebbe essere l’occasione, questa, per collegarsi a tale iniziativa rilanciandola nella nostra qualità di parlamentari. Si tratta di prendere una decisione immediatamente. L’ipotesi è quella di un digiuno a staffetta a sostegno della richiesta della presentazione in Aula prima possibile del disegno di legge. Dunque, per tenere aperto questo spiraglio e provare a inserirci in esso in maniera attiva ed efficace, coinvolgendo il maggior numero di persone affinché il governo decida di porre la fiducia”.

“I tempi potrebbero essere i seguenti – prosegue la nota – : mercoledì 4 ottobre ci sarà il voto a maggioranza assoluta sulla nota di variazione di bilancio DEF. Dopodiché si apre una sorta di finestra. Infatti la legge di stabilità arriverà in Senato (alle Commissioni) nell’ultima settimana di ottobre. Il calendario dei lavori dell’Aula si ferma a giovedì 19 ottobre. Occorrerà dunque una nuova Conferenza dei capigruppo. Ciò vuol dire che vi sono due settimane di tempo per ricercare i numeri necessari alla fiducia sul provvedimento relativo allo Ius soli. Si tenga conto che quello stesso periodo di tempo coincide con la fase conclusiva della campagna Ero straniero. L’umanità che fa bene e della relativa raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare finalizzata al superamento della legge Bossi-Fini. I due obiettivi potrebbero sostenersi e incentivarsi a vicenda. Pensiamo, in ogni caso, che si tratti di una prova difficile ma che vale la pena affrontare”.