Interviene anche Romano Prodi sull’ormai annosa questione della legge sullo ius soli. Stando alle ex premier, intervistato su Radio Capital da Massimo Giannini, uno degli errori da evitare assolutamente è quello di confondere il provvedimento con l’emergenza da sbarchi.

Per far ciò, argomenta il politico, ci vorrà però “un lungo lavoro pedagogico spiegando che non c’entra niente con gli sbarchi di oggi. Lo Ius soli non è una legge altamente permissiva”.

E in ottica di tempistiche favorevoli Prodi preannuncia che per poter fare passare la legge sarà necessario attendere l’approvazione della finanziaria. Tuttavia la situazione è da prendere con le molle, nonostante l’aumento della crescita: “Visto che entreremo in una turbolenza politica dobbiamo dare almeno il messaggio che vogliamo diminuire il peso del debito, o rischiamo di diventare l’oggetto delle tensioni di tutti i mercati internazionali, è un film già visto”.

Prodi si dilunga anche sugli accordi stretti in Libia dal ministro dell’Interno Marco Minniti, che hanno favorito la diminuzione degli sbarchi. Tuttavia, risultati immediati a parte, secondo il Professore: “bisogna mettere attorno al tavolo i due contendenti più le 10-15 tribù più importanti, sennò non si risolve niente. Bisogna tenerli intorno al tavolo finché non si è d’accordo”.

La personale ricetta di Prodi prevede la giusta dose di cooperazione internazionale:, senza sottovalutare comunque l’aspetto dell’emergenza: “Aiutarli a casa loro è giustissimo, ma è un discorso di lungo periodo, poi c’è l’emergenza da affrontare. Bisogna ritrovare una politica europea per l’Africa intera. Europa e Cina dovrebbero cooperare per lo sviluppo africano”.