Era il 30 agosto 2015 quando Vincenzo Solano, 68 anni, e Mercedes Ibanez, di 70, sono stati ritrovati morti all’interno della loro villetta di Palagonia, uccisi da un ivoriano di 18 anni, ospite del vicino CARA di Mineo. Ieri sera, per ricordare l’anziana coppia, si è tenuta una commemorazione presso la chiesa “San Giuseppe” di Palagonia alla presenza del segretario nazionale del movimento “Noi con Salvini” Angelo Attaguile.

“Ho esploso la mia rabbia, chiamando in causa chi ci governava e dicendo che bisognava accogliere con criterio. Anche i miei genitori sono stati immigrati ma hanno sempre rispettato le leggi del luogo. Continuo a denunciare che, purtroppo, ancora oggi non ci sono controlli ha tuonato Rosita Solano, figlia dei coniugi uccisi dall’ivoriano. “Siamo vittime abbandonate dallo Stato, non abbiamo supporto psicologico e nessuno si è visto quella tragica mattina” ha aggiunto.  “Il nostro è un calvario, un ergastolo che ci porteremo a vita, che ci segna tutti i giorni, ogni volta che c’è un’udienza, un ricordo, un evento. Una ferita sempre aperta” ha concluso.

Più duro il commento del nipote delle vittime, Carmelo Solano: “A Palagonia avvertiamo la presenza negativa degli immigrati che la notte rovistano nella spazzatura. Dietro ai migranti si celano spesso delinquenti, assassini e terroristi”.

Per non dimenticare Vincenzo Solano e Mercedes Ibanez, l’imprenditore Rocco Zapparrata, originario di Palagonia, ha annunciato di voler donare una statua dedicata alle due vittime di questo tragico omicidio “con l’intento di installarla nella piazza adiacente alla Chiesa di San Giuseppe”.