Dopo 126 anni potrebbe essere stato risolto il mistero dell’identità di Jack lo Squartatore (Jack the Ripper, in inglese), l’assassino seriale che terrorizzò il quartiere Whitechapel di Londra e le zone limitrofe durante l’autunno del 1888. Cinque sono gli omicidi certi che gli sono stati attribuiti sinora, anche se il numero potrebbe essere superiore: si tratta di cinque prostitute, tutte sgozzate, svuotate degli organi interni e abbandonate in vicoli bui.

La sua identità sarebbe stata svelata da Russell Edwards che nel 2007 ha acquistato all’asta lo scialle di Catherine Eddowes, ritenuta una delle vittime del serial killer. Le analisi storiche e il test del Dna avrebbero dunque rivelato che Jack lo Squartatore era un immigrato polacco ed ebreo di nome Aaron Kominski, un barbiere di soli 23 anni, all’epoca dei fatti già incluso nell’elenco dei sospettati dalla polizia. L’ispettore Donald Swanson, a capo delle indagini, scriveva di lui: “Ha un grande odio per le donne … con forti tendenze omicide“. La sua colpevolezza non venne però mai accertata perché Kominski morì nel 1889, in un manicomio, a causa di una cancrena alla gamba.

Le scoperte di Edwards sono raccolte in un libro, “Naming Jack The Ripper”, in uscita in questi giorni in Inghilterra; lo studioso vi racconta il lavoro svolto nei 14 anni in cui ha cercato di scovare l’identità di uno dei killer seriali più celebri della storia. E secondo lui il caso è ormai chiuso.

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