“Il mondo è inorridito dal brutale assassinio di James Foley” (QUI I DETTAGLI). Così il presidente degli Usa Barack Obama in un breve dichiarazione rilasciata alla stampa americana in cui ha sottolineato che l’Isis non parla di religione: “Le loro vittime sono in massima parte musulmani e nessuna fede insegna alla gente a massacrare gli innocenti. Quando viene fatto del male a degli americani ovunque nel mondo noi facciamo ciò che è necessario per far sì che venga fatta giustizia”.

Secondo il presidente americano “i miliziani dell’Isis dichiarano la loro ambizione di commettere un genocidio contro un antico popolo”. Obama ha definito la decapitazione del giornalista un “atto di violenza che ha scosso la coscienza del mondo intero”. Un atto di una brutalità che non trova religione per chiarire che l’America non fa la guerra all’Islam dato che le violenze dei jihadisti si manifestano anche nei confronti dgli stessi musulmani: “L’America continuerà a fare tutto ciò che è in suo potere per proteggere i suoi cittadini. Saremo vigili e implacabili”.

Alti funzionari della Casa Bianca hanno rivelato al New York Times che quest’estate le forze speciali avevano tentato un blitz per liberare Foley e altri ostaggi ma l’operazione è fallita. L’ex vicedirettore della Cia Michael Morrell ha parlato di “primo attacco terroristico dell’Isis contro gli Usa” e il dipartimento di Stato non ha escluso operazioni in Siria nella caccia ai responsabili della barbara esecuzione.

Obama (foto by InfoPhoto) vuole estirpare il cancro dell’Isis che non ha posto nel XXI secolo chiamando a raccolta i governi del Medio Oriente a fronteggiare il nemico comune. L’espansione dei raid – 84 i bombardamenti dall’8 agosto – è auspicata anche dal presidente francese Hollande che ha convocato una conferenza per coordinare la lotta ai jihadisti in Siria e in Iraq coinvolgendo i membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, Stati arabi e Iran.

Nel suo discorso il presidente americano non ha mai parlato di Steven Sotloff, l’altro giornalista statunitense che appare nel video e la cui vita “dipenderà dalle azioni di Obama”. Regna il mistero anche sulla sorte di un altro reporter americano, Austin Tice, scomparso in Siria nel 2012. Intanto Twitter sta sospendendo gli account che hanno rilanciato il link del video della decapitazione.

LEGGI ANCHE

Di Battista terrorismo Isis: polemiche dopo le sue parole

Raid Usa Iraq: strappata all’Isis la diga di Mosul

Isis minaccia la Casa Bianca