Bufera politica a 5 Stelle in quel di Jesolo, dove nella giornata di ieri si è scatenata un botta e risposta polemico tra Alessandro Di Battista, esponente di spicco del Movimento, e il sindaco Valerio Zoggia.

Oggetto del contendere la concessione di piazza Mazzini quale luogo in cui allestire il palco per il comizio del 16 agosto di Di Battista, in questi giorni in tour estivo per portare avanti la campagna contro il referendum costituzionale.

Il primo cittadino di Jesolo ha però negato l’utilizzo del luogo e inevitabilmente i sostenitori del Movimento hanno accusato Zoggia di voler impedire una manifestazione politica legittima. Il capogruppo nel consiglio regionale veneto Jacopo Berti ha commentato l’accaduto affermando che “Alessandro è un parlamentare e ha tutto il diritto di manifestare pacificamente in Piazza. Questi sono enormi segni di debolezza: Renzi occupa le tv e a noi negano le piazze. I partiti invece non possono andarci in piazza, perché o le piazze restano deserte o ci va qualcuno solo per fischiarli”.

In un post pubblicato su Facebook Zoggia però ha risposto alle accuse spiegando di aver fatto una controproposta ragionevole ai 5 Stelle, in quanto lo spazio del lido non viene utilizzato a fini politici per rispetto dei turisti: “Non è vero come è stato detto dagli esponenti del Movimento che il sottoscritto ha negato la possibilità di poter fare un comizio sul referendum costituzionale, ho semplicemente invitato i grillini a cambiare piazza, perché da sempre le piazze del lido non vengono utilizzate per questi scopi”.

Il sindaco ha confermato di aver dato disponibilità per l’utilizzo di piazza I maggio, più adatta per rivolgersi ai residenti di Jesolo, invece che ai turisti, come ha fatto notare Zoggia, alludendo al fatto che Di Battista volesse approfittare del richiamo turistico della località.

A fare scalpore sono state però sono state le forti critiche arrivate al sindaco di Jesolo, trasformatisi in alcuni casi in vere e proprie minacce di morte. Zoggia parla di “un’indegna campagna web che ha portato a centinaia di messaggi di insulti sulla mia pagina Facebook. Insulti pesanti che nulla hanno a vedere con la dialettica e la polemica politica, sfociati con il passare dei minuti in vere e proprie minacce di morte”.

Nello specifico un commentatore scriveva a Zoggia che “in Calabria ti avrebbero ucciso a colpi di lupara in bocca”, prima di cancellare il commento. Il sindaco ha dunque sporto denuncia al commissariato della sua città e in seguito ha affermato di pretendere come segno di rispetto un comunicato del Movimento 5 Stelle e di Beppe Grillo a condanna delle pesanti minacce subite. Al momento non sembra che la richiesta sia stata accolta.