L’8 dicembre del 1943, a Melbourne, in Florida, nasceva uno dei più grandi musicisti di sempre. Il 3 luglio del 1971, ad appena 28 anni, a Parigi moriva. La vita di James Douglas “Jim” Morrison è stata breve ma intensa. Cantautore e poeta statunitense, leader indiscusso dei The Doors, uno dei più importanti gruppi degli anni Sessanta, ancora oggi è ricordato come colui che ha dato modo al rock d’inserirsi in modo prepotente nel panorama musicale mondiale.

Era soprannominato il Re Lucertola, venne paragonato a Dioniso, divinità del delirio e della liberazione dei sensi. Belloccio, piaceva alle donne e le donne piacevano a lui. Nel 2008 è stato inserito, dalla rivista Rolling Stone, al 47º posto nella lista dei 100 migliori cantanti di sempre. Figlio di un comandante di Marina, divoratore di libri, non si presentò alla cerimonia della consegna dei diplomi. Ritenne sempre di aver ricevuto poco amore durante l’infanzia dai genitori, con i quali tagliò definitivamente i ponti arrivando perfino a dire che erano morti.

Una delle sue massime fu: “Ci sono cose che si conoscono e altre che non si conoscono. Esiste il noto e l’ignoto, e in mezzo ci sono Le Porte (The Doors). I Doors sono i sacerdoti del regno dell’ignoto che interagisce con la realtà fisica, perché l’uomo non è soltanto spirito, ma anche sensualità. La sensualità e il male sono immagini molto attraenti, ma dobbiamo pensare a esse come alla pelle di un serpente di cui ci si libererà”. Tra i tanti successi, Light My Fire rimane la sua canzone per eccellenza. Assieme a quel tuffo tra la folla durante un concerto a Cleveland: simbolo di libertà e voglia di esprimersi. Simbolo della sua pazzia. Il 3 luglio 1971 muore in circostanze mai chiarite del tutto nella casa di Parigi.

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