Capitolo Jobs Act, come spiega il sottosegretario Claudio De Vincenti al termine del Consiglio dei ministri: “con gli ultimi 4 decreti approvati oggi abbiamo portato a termine un processo di riforma di grandissimo rilievo e in tempi estremamente rapidi“.

Per il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, con questi decreti il governo Renzi ha “esteso gli ammortizzatori sociali a 1,4 mln di lavoratori prima senza copertura, cioè i lavoratori in azienda da 5 a 15 dipendenti“. Un altro aspetto riguarda “i controlli sui nuovi strumenti di lavoro (tablet, telefonini), l’utilizzo delle informazioni può essere fatto solo in rispetto della privacy ma l’autorizzazione sindacale o del ministero non è necessaria per cellulare e tablet ma solo per telecamere“.

Non si potranno più fare dimissioni in bianco. Questo passaggio potrà essere compiuto “su un modulo che va scaricato dal sito del ministero del Lavoro, se non c’è un modulo datato e certificato la dimissione non è valida“. Ancora, la Naspi, l’assegno contro la disoccupazione involontaria, avrà una durata di due anni. Infine la Cassa integrazione avrà una durata – in costanza di rapporto – di 24 mesi durante ogni quinquennio, che potrà salire fino a 36 mesi se si usa la solidarietà – sulle aliquote per finanziare la Cig si applica il meccanismo bonus malus, ovvero paga di più chi più usa la cassa.

Ultima cosa: il consiglio dei ministri ha autorizzato l’istituzione dell’Ispettorato unico. Come spiega il ministro del Lavoro “lo spirito è quello di migliorare la performance delle ispezioni“. E chiude così “anziché avere tre soggetti ci sarà un istituto solo, così semplifichiamo anche per le imprese“.

Il consiglio dei ministri ha anche esaminato i 5 decreti attuativi relativi alla delega fiscale recependo “l’apporto delle osservazioni parlamentari che erano molto coerenti“. Ora i testi torneranno di nuovo in Parlamento per un ultimo passaggio che dovrebbe concludersi entro un paio di settimane.