Il Consiglio dei ministri ha approvato, nella giornata odierna, il decreto attuativo che dà il via libera al Jobs Act, la riforma del lavoro voluta dal Premier Matteo Renzi. Da questo momento sono dunque entrate definitivamente in vigore tutte le nuove regole previste in materia di licenziamento: scompare il reintegro per quello dovuto a motivi di carattere economico e organizzativo; qualora lo stesso dovesse essere dichiarato illegittimo, l’unica forma di tutela di cui si potrà disporre sarà il risarcimento monetario.

In merito al risarcimento, poi, la somma di denaro dovuta dall’imprenditore che licenzia ingiustamente sarà proporzionata in base all’anzianità di servizio del dipendente e non potrà comunque superare il tetto delle ventiquattro mensilità (il tetto minimo parte invece da due mensilità). Queste stesse regole dovrebbero valere anche in caso di licenziamento collettivo. Per quanto riguarda invece la conciliazione, è previsto un procedimento molto più veloce, con possibilità del datore di lavoro di poter offrire da un minimo di due ad un massimo di diciotto mensilità, sempre basandosi sull’anzianità di servizio.

Oltre ad aver approvato il decreto attuativo del Jobs Act, il Consiglio dei ministri ha dato il primo via libera al decreto attuativo della delega fiscale in merito alla certezza del diritto. Il provvedimento finale dovrebbe riguardare l’abuso del diritto delimitato, la collaborazione fra grandi imprese e fisco e infine dovrebbe andare a ridisegnare i reati tributari.

Infine, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera – ma salvo intese – al decreto che dovrebbe modificare la legge Marzano (il decreto riguarda soprattutto la situazione dell’Ilva di Taranto), approvata per i gruppi in crisi, e che dovrebbe agevolare l’intervento dello Stato e trovare misure per bonificare la città pugliese.

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