Il segretario della Fiom, Maurizio Landini, avrebbe rivolto parole molto dure nei confronti del Premier Matteo Renzi durante la manifestazione che i metalmeccanici in sciopero stanno mettendo in atto per le vie di Napoli.

Nei primi momenti era trapelata voce che Landini avesse affermato: “Renzi riconosca che non ha il consenso delle persone oneste, dei lavoratori e di chi cerca lavoro“, una dichiarazione poi smentita e parzialmente corretta dallo stesso leader della Fiom: “Mai pensato, come mi viene attribuito da alcuni mezzi di informazione, che Renzi non ha il consenso degli onesti. Ho detto, e ribadisco, che il premier non ha il consenso della maggioranza delle persone che lavorano o che il lavoro lo cercano e che sono nella parte onesta del paese che paga le tasse“.

Al di là delle affermazioni, lo scontro tra Landini e Renzi resta. Il Capo del Governo, in mattinata, ha parlato nel corso dell’assemblea di Business Europe e ha annunciato che a gennaio ci sarà un decreto attuativo per dare il via alla riforma del lavoro. Landini, da Napoli, ha risposto ribadendo che “il Premier non può decidere lui dalla sera alla mattina, da solo non cambia il Paese. Da solo risponde solo ai poteri forti“.

La Fiom ha preso di nuovo posizione anche sull’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, che Renzi è assolutamente deciso a voler abolire: “Non sta creando lavoro ma sta trasformando le condizioni di chi lavora in schiavitù. Assistiamo a un tentativo pericolosissimo di far passare l’idea che pur di lavorare uno deve essere pronto ad accettare qualunque condizione“. Una posizione, questa, parzialmente convergente con quella di Silvio Berlusconi, che non riuscirebbe a vedere nel Jobs Act la soluzione per la creazione di nuovi posti di lavoro.

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