Il Jobs act di Matteo Renzi continua a far discutere, ma negli ultimi giorni crea ancor più notizia la reazione dei diversi partiti politici in vista della votazione tenutasi ieri sera alla Camera. Tra gli altri è subito risaltato il comportamento del M5s di Beppe Grillo, secondo il quale il Jobs act è in realtà un “Licenziact“. Con questo gioco di parole il movimento dei grillini intende descrivere una legge secondo loro centrata esclusivamente sulla libertà di licenziamento concessa alle imprese. In occasione del voto di ieri, il Movimento 5 stelle ha convocato una conferenza stampa alla Camera per denunciare le conseguenze del provvedimento governativo all’esame dell’aula di Montecitorio e in quest’occasione, che ha visto protagonisti il capogruppo al Senato Alberto Airola e i deputati Claudio Cominardi e Tiziana Ciprini, i presenti si sono anche bendati gli occhi per protestare contro il Jobs act.

“E’ una legge che rimane una delega in bianco ha spiegato la Ciprini, dichiarando che “i deputati del Pd hanno votato al buio, affidandosi a un cane-guida”. Il M5s continua nella sua lotta contro il Jobs act, la “legge vergognosa che sacrifica i lavoratori sull’altare dell’austerity” e questa volta i parlamentari hanno deciso di battersi coprendosi gli occhi con una striscia di stoffa con la scritta “Licenziact“. I tre presenti alla conferenza stampa hanno ricordato che “il M5s ha presentato 300 emendamenti, tutti nel merito, ma neppure sono stati discussi. Ci hanno ‘demansionato’ al ruolo di meri correttori di bozze”. Secondo i parlamentari grillini il Jobs act si era presentato inizialmente come una soluzione alla precarietà, ma secondo i 5 Stelle si non si tratterebbe che di un contratto “tutt’altro che nuovo visto che figurava nella Carta del Lavoro del 1927. In pratica un istituto del Ventennio fascista”.

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