Secondo i dati forniti dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti, nei primi due mesi dell’anno i contratti a tempo indeterminato sono aumentati: si è passati dai 224.000 dello stesso periodo del 2014 a 303.000 per un incremento di 79.000 unità (+35%).

C’è da rilevare che questi dati risentono degli incentivi introdotti nella legge di Stabilità, ma queste stabilizzazioni non godono dell’addio all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori – le norme relative a questo passaggio sono entrate in vigore a marzo. Il premier Matteo Renzi non perde l’occasione per commentare i dati: “E’ un giorno importante. Tra qualche ora saranno diffusi i dati dei contratti a tempo indeterminato siglati nei primi due mesi dell’anno: sono davvero sorprendenti, mostrano una crescita a doppia cifra“.

Non si sa ancora quanti di questi lavori siano stabilizzazione di altri contratti più precari, e quanti invece corrispondano a new entry. Comunque sia, il ministro Poletti parla di dati “significativi“, in coerenza “con l’obiettivo di stabilizzazione. Per me è un dato assolutamente positivo“. Il Jobs Act ha ricevuto oggi anche l’approvazione del Commissario Ue all’occupazione, Marianne Thyssen: “Le riforme strutturali dell’Italia sono molto positive siamo molto contenti“.

Sta decollando anche il programma Garanzia giovani: 476.000 giovani iscritti, 233.000 presi in carico e 49.000 che hanno già all’attivo qualche proposta tra tirocini, opportunità occupazionali, formazione, stage e servizio civile.

Secondo Poletti: “i numeri ci dicono che il programma sta prendendo velocità. Il programma dispone di 1,5 miliardi di risorse per il 2014-15 e le risorse già impegnate ammontano al 63,8% del totale. Se rimane questo ritmo nelle iscrizioni, a dicembre potrebbero essere iscritti al programma 800.000 giovani a fronte di risorse per 560.000“.

Uno studio dei Mediobanca ha rilevato chi ci guadagna di più dal Jobs Act. In Borsa,la società che ha più vantaggi è Rcs, con un incremento atteso dell’utile per azione del 19,7% in tre anni, seguita da l’Espresso (+17,8%) e Mondadori (+13,5%) tra tlc, media e tecnologici. Dietro si piazzano Finmeccanica (+7,7%) e Italcementi (+5,5%) tra i ciclici, Banco Popolare (+6,5%) e Bpm (+5%) tra le banche e Hera (+9%) tra le utility.