Con il si del Senato il Jobs act è legge: modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, estensione degli ammortizzatori sociali, nuove regole per l’Aspi, cambiamenti nelle norme sui controlli a distanza, introduzione del contratto a tutele crescenti e superamento delle collaborazioni coordinate e continuative. Queste le principali novità contenute nella delega sul lavoro.

Vediamo in sintesi cosa prevede il provvedimento:

CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI PER I NEOASSUNTI: la novità principale è il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, che può essere applicato solo ai neoassunti. Garantisce il diritto al reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamenti illegittimi solo per quelli nulli e discriminatori, ma anche per «specifiche fattispecie» del licenziamento disciplinare. I decreti delegati stabiliranno poi quali saranno queste «fattispecie». In tutti gli altri licenziamenti disciplinari e per quelli per motivi economici giudicati ingiustificati dal giudice sarà previsto solo l’indennizzo economico, ma non il reintegro.

RIORDINO FORME CONTRATTUALI E RAPPORTI LAVORO: il testo prevede un riordino delle forme contrattuali presenti sul mercato del lavoro (oggi ne esistono almeno 40). Riordino che, secondo il governo, trasformerà il contratto a tutele crescenti nella formula principale di assunzione.

TUTELA DELLA MATERNITÀ: sarà estesa anche alle lavoratrici prive di contratto a tempo indeterminato, sarà fatto attraverso contratti di solidarietà “attivi” che dovrebbero permettere a tutti di conciliare meglio i tempi di lavoro e di vita.

MANSIONI FLESSIBILI E CONTROLLI A DISTANZA: sarà più semplice far passare il lavoratore da una mansione all’altra, compreso il cosiddetto “demansionamento”, in caso di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale. Viene rivista anche la disciplina dei controlli a distanza con la possibilità di controllare impianti e strumenti di lavoro.

RIFORMA DELLA CASSA INTEGRAZIONE: sarà impossibile autorizzare la cig in caso di cessazione «definitiva» di attività aziendale. L’obiettivo è di assicurare un sistema di garanzia universale per tutti i lavoratori con tutele uniformi e legate alla storia contributiva del dipendente. Saranno rivisti i limiti di durata del sussidio (adesso il tetto è di due anni per la cassa ordinaria e di quattro per la straordinaria) e sarà prevista una maggiore partecipazione da parte delle aziende che la utilizzano. Si punta alla riduzione delle aliquote di contribuzione ordinarie (ora all’1,9% della retribuzione) con la rimodulazione delle stesse tra i settori in funzione dell’effettivo impiego.

RIFORMA ASPI: la durata del trattamento di disoccupazione dovrà essere rapportata alla ”pregressa storia contributiva” del lavoratore con l’incremento della durata massima (per ora fissata a 18 mesi a regime nel 2016, ndr) per quelli con le carriere contributive più rilevanti. Si vuole estendere l’Aspi ai collaboratori fino al superamento di questo tipo di rapporto di lavoro. Per le persone in situazione di disagio economico potrebbe essere introdotta dopo la fruizione dell’Aspi una ulteriore prestazione eventualmente priva di contributi figurativi.

INCENTIVI ALL’ASSUNZIONE E ALL’AUTOIMPIEGO: si istituisce un’Agenzia nazionale per l’impiego e si punta a semplificare e razionalizzare le procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro al fine di ridurre gli adempimenti a carico di cittadini e imprese. L’obiettivo e’ svolgere tutti gli adempimenti per via telematica.

NO VACATIO LEGIS: legge e decreti delegati entreranno in vigore il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta. Gli effetti degli interventi normativi saranno oggetto di un monitoraggio permanente da realizzarsi senza maggiori oneri.