La votazione finale per il Jobs act è prevista per questa sera. Il via libera dell’Assemblea di Montecitorio arriverà proprio oggi con un giorno di anticipo sulla tabella di marcia stabilita tempo fa dalla conferenza dei capigruppo. Dopo le modifiche del testo da parte della commissione Lavoro con l’approvazione degli emendamenti frutto dell’accordo tra il governo e la minoranza Pd, il provvedimento dovrà ottenere l’ok definitivo dalla Camera per tornare in terza lettura al Senato e arrivare così al via libero definitivo. Prima ancora della votazione di questa sera sono già tanti i politici che si sono espressi in merito alle loro preferenze sul Jobs act. Vediamole nel dettaglio.

Minoranza Pd

L’orientamento delle minoranze sarebbe quello di non votare la legge. Tra le intenzioni manifestate nelle ultime ore ci sarebbe anche l’intento di abbandonare l’Aula della Camera al momento del voto finale in segno di dissenso. Sarebbero in tutto 30 i deputati della sinistra Pd, tra cui Cuperlo, D’Attorre, Bindi, Boccia, e Zoggia, ad aver firmato un documento in cui vengono spiegate le motivazioni per cui non parteciperanno al voto finale sul Jobs act: “Nonostante le modifiche apportate alla Camera, l’impianto della delega sul lavoro non è soddisfacente”. L’area con a capo Pippo Civati voterà contro il jobs act, mentre il gruppo più corposo, tra cui i cuperliani, non parteciperà al voto.

Matteo Orfini

Il presidente Pd avrebbe fatto un appello per mantenere salda l’unità del partito: “abbiamo raggiunto una larghissima unità sul testo, spero che per rispetto della discussione fatta, dei cambiamenti apportati, del lavoro di ascolto reciproco e della nostra comunità, si voglia fare tutti un ultimo sforzo in Aula”.

Pierluigi Bersani

L’ex segretario Pd ha assicurato che voterà a favore del Jobs act “per convinzione o per disciplina” pur non condividendone alcune norme, rivendicando la necessità di “lasciare alla sensibilità di ciascuno” se seguire o meno le indicazioni di partito. ”Non è giusto parlare di fronde e la connessione con i risultati di ieri non c’entra niente” ha continuato Bersani dichiarando di essere una di quelle persone “che per la parte che condivide, voterà con convinzione”.

Lorenzo Guerini

Il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, sembra trovarsi sulla stessa lunghezza d’onda di Bersani. Si dice convinto che “c’è un ampio consenso nel gruppo parlamentare, si sta dimostrando con i voti. Su un emendamento qualche deputato ha votato diversamente, ma senza incidere sul risultato, mi sembrano più posizioni di singoli che di aree politiche”.

Gianni Cuperlo

Quella di Gianni Cuperlo e del suo gruppo è invece una posizione ben diversa. “Noi non ci sentiamo di esprimere un voto favorevole sul Jobs act il deputato dem, che propende per l’ipotesi di non esprimere il proprio voto sul testo. Cuperlo non si dice soddisfatto del punto a cui si è arrivati sottolineando come il problema principale non sia “come licenziare ma come assumere”.

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