Il 16 luglio del 1999, quindici anni fa, la tristemente celebre Maledizione dei Kennedy mieteva un’altra vittima: John Fitzgerald Kennedy Jr., figlio di JFK e di Jackie, morì a nemmeno 39 anni di età in seguito a un incidente aereo nell’Oceano Atlantico: il Piper Saratoga che lui stesso pilotava scomparve nelle acque di Martha’s Vineyard, l’isola elettiva della dinastia Kennedy dove pochi giorni dopo avrebbe dovuto sposarsi la cugina Rory, portandosi via anche la moglie del rampollo, Carolyn Bessette, e la cognata Lauren. Le cause del disastro furono in seguito attribuite più alla scarsa abilità come pilota di Kennedy Jr. che alle condizioni meteorologiche avverse, che pure hanno costituito una concausa.

John Kennedy Jr. era nato il 25 novembre del 1960, pochi giorni dopo l’elezione del padre alla presidenza degli Stati Uniti, ed era diventato famoso già in giovanissima età per via di quella tragica e commovente istantanea che lo ritraeva, a nemmeno tre anni, mentre rivolgeva il saluto militare alla bara del padre durante le esequie. La sua morte fu l’ultimo capitolo della tormentata vicenda familiare della più celebre dinastia d’America. Oltre a JFK e Bob Kennedy, entrambi assassinati, scomparvero prematuramente Joseph Patrick (29 anni, fratello maggiore di John e Bob) in un incidente aereo in guerra, Kathleen Agnes (28 anni, sorella di John e Bob) sempre in un incidente aereo, David (29 anni, figlio di Bob) per overdose, mentre un’altra sorella dei due grandi politici, Rosemary Kennedy, visse a lungo, fino agli 87 anni, ma 64 dei quali trascorsi in stato pressoché vegetativo a causa di una lobotomia a cui era stata sottoposta dalla famiglia a soli 23 anni di età. 

I corpi di John John Kennedy, di sua moglie Carolyn e di sua cognata Lauren furono cremati e le ceneri disperse nell’oceano.

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