Non sarebbero finite le rivelazioni di Wikileaks. Ad annunciarlo è lo stesso Julian Assange, caporedattore e co-fondatore del sito/organizzazione internazionale che diffonde documenti coperti dal segreto di stato.

Assange dal giugno del 2012 è ospite e rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra dopo essere stato accusato di reati sessuali e dopo la concessione dell’estradizione in Svezia (da cui è partito il mandato di arresto) da parte del Regno Unito.

In molti sospettano che dietro la denuncia vi sia il governo degli Stati Uniti che lo vorrebbe processare per spionaggio, dunque Assange è da due anni costretto a dipendere dal supporto diplomatico concesso dall’Ecuador. La cosa però non gli ha impedito di avere un proprio talk show a carattere politico mandato in onda da un canale televisivo russo.

In teleconferenza il giornalista ha partecipato al convegno portoghese Fiction and Reality: Beyond the Big Brother tenutosi grazie al Festival del Cinema di Lisbona ed Estoril, evento che ha già ospitato personaggi come Noam Chomsky ed Edgar Morin.

Ben più che un accenno di barba e qualche ruga sul volto, Assange ha parlato con durezza di ciò che ritiene essere una collaborazione tra Google e il governo USA: il colosso informatico ha infatti tutto il know-how tecnico per raccogliere informazioni su milioni e milioni di cittadini. Più che un metodo per combattere il terrorismo, secondo Assange, si tratterebbe di una nuova forma di totalitarismo, solo più morbida e meno evidente rispetto al passato.

Il fondatore di Wikileaks ha rassicurato gli spettatori riguardo le proprie condizioni di salute, deciso a non lamentarsi del proprio destino, e ha annunciato che il tanto criticato sito è ancora in forze. Scherzando ha parlato di “un segreto che non posso rivelare”, ma è chiaro che è in preparazione un nuovo spy file con informazioni riservate che daranno fastidio a più di un governo.

Foto: Flickr – Cancillería del Ecuador