Julian Assange è ufficialmente “sceso in campo” con un proprio partito e si candiderà lui stesso alle prossime elezioni australiane previste per il 14 settembre prossimo.

In collegamento video direttamente dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra, dove vive ormai da più di un anno sotto asilo politico per sfuggire alle autorità del suo paese (la Svezia) che lo vogliono estradare per affrontare un processo per molestie sessuali, il leader di Wikileaks ha dato l’annuncio direttamente ad un pubblico riunito alla biblioteca Fitzroy di Melbourne. La candidatura di Assange ufficialmente sarà per un seggio al Senato australiano.

L’hacker più famoso al mondo per il suo coinvolgimento nel rilascio di una massiccia serie di cablogrammi diplomatici statunitensi con il suo “Partito WikiLeaks” presenterà sette candidati in totale, tra cui accademici, giornalisti e attivisti dei diritti umani. “Non sarà molto diverso dalla gestione della mia organizzazione. Abbiamo persone in ogni continente. Sarà bello impegnarsi politicamente nel mio paese. Il mio piano è quello di paracadutare un gruppo di giornalisti investigativi in senato e fare quello che abbiamo fatto con Wikileaks”, ha dichiarato Assange, aggiungendo che la missione del suo partito sarà quella di portare “onestà e trasparenza” nel mondo della politica. “Il partito di Julian renderà onesti i bastardi”, ha aggiunto la portavoce del movimento Samantha Cross. (foto by InfoPhoto)

Il problema per Assange è che se venisse eletto dovrebbe presentarsi al suo seggio del senato entro un anno, anche se il Senato potrebbe derogare questa regola, il governo britannico intanto ha fatto sapere che, se dovesse lasciare l’ambasciata ecuadoriana di Londra, verrebbe arrestato immediatamente e rispedito in Svezia.

Julian Assange parlando del suo partito ha precisato: ” Sarà un partito che farà politica come WikiLeaks ha fatto nel campo delle informazioni, stando in piedi davanti al potente e mettendo in luce l’ingiustizia e la corruzione. Il Partito Wikileaks è un partito di responsabilità, non è un partito di governo.”