Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Europea, ha rilasciato un’intervista al quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, dopo che Commissione ed Eurogruppo hanno rilasciato i loro commenti e pareri sui bilanci 2015 e sulle manovre economiche di Italia e Francia, Paesi tenuti sotto osservazione dall’UE (qui tutti i particolari).

Juncker è stato assolutamente categorico: le nuove riforme dovranno essere attuate senza alcun indugio e dovranno essere compiuti tutti gli sforzi possibili per rientrare nei parametri previsti dal Patto di Stabilità dell’Unione Europea, altrimenti, come lui stesso dichiara, le conseguenze non saranno affatto piacevoli.

Il presidente della Commissione ha rinviato il riesame della situazione al mese di marzo 2015, come già indicato dalla Commissione stessa e dall’Eurogruppo (formato dai ministri delle finanze di tutti i Paesi della Comunità). Se gli esiti dovessero essere negativi, a quel punto vi potrebbe essere un aggravamento della procedura per disavanzo eccessivo e potrebbero essere richieste ufficialmente delle ulteriori manovre correttive.

Come lo stesso Juncker lascia intendere, dunque, la parola d’ordine all’interno dell’Unione Europea sembra essere ancora quell’austerità che Renzi non ama in modo particolare. Un’austerità che torna ad essere prospettiva non troppo lontana anche per la Grecia, uno dei Paesi che ha avvertito maggiormente la crisi e le sue conseguenze e che è tornato nel mirino dei mercati, preoccupati per la situazione e dalla notizia che proprio in Grecia saranno indette elezioni presidenziali anticipate.

Francia e Italia dovranno dunque avere un unico scopo: le riforme. Senza di queste, come spiega il vicepresidente dell’Unione Europea, il finlandese Jyrki Katainen, gli investimenti impiegati saranno totalmente inutili e privi di efficacia. Saranno soltanto le riforme a stimolare la ripresa economica, o almeno questo è ciò che si spera.

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