Nuove parole di distensione arrivano per cercare di riportare il sereno nei rapporti tra Unione Europea e Italia, che negli scorsi giorni si erano fatti burrascosi. Dopo le affermazioni per lo più positive da parte del commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici, oggi arrivano dichiarazioni più pacifiche anche da Jean-Claude Juncker.

Il presidente della Commissione europea negli ultimi giorni si era rivelato particolarmente duro nei confronti del nostro paese e soprattutto verso Matteo Renzi. Juncker aveva rivendicato i meriti per aver introdotto la flessibilità nell’Ue, che secondo lui il premier italiano si era ingiustamente attribuito.

Ne era seguita una polemica che ora sembra poter essere giunta a una risoluzione. Nel corso di una conferenza stampa tenuta a Strasburgo, Juncker è tornato ad affrontare la delicata questione italiana e le sue affermazioni lasciano ben sperare perché le relazioni tra il nostro paese e l’Unione Europea tornino positive.

Riguardo alle discussioni che si sono create tra lui e Matteo Renzi, Juncker ha affermato: “C’è stato uno scambio di parole virili, ma è normale in democrazia e non avrà conseguenze. […] Venerdì scorso in una conferenza stampa ho detto che ero triste per certe considerazioni fatte verso la Commissione. Da allora non ho aggiunto alcunchè, e non ho altro da aggiungere, salvo ricordare una cosa che non è stata detta in Italia, ovvero che verso l’Italia ho trovato formule che meriterebbero di essere una lettera d’amore di un italiano ad una italiana. Ho avuto momenti lirici. Prima di dire altre cose, ho cominciato con un’alta dichiarazione d’amore per l’Italia”.

Juncker ha inoltre dichiarato: “Non ci sono problemi tra il governo italiano e la Commissione, a parte un dibattito che qualche volte è condotto con parole maschie e virili, ma ci sono buone relazioni tra la Commissione, il suo presidente e i colleghi italiani e il primo ministro”.

Jean-Claude Juncker ha poi commentato anche la complicata situazione attuale degli istituti bancari, sostenendo: “Non vedo il rischio di una crisi bancaria maggiore”.