Ancora giornate di follia, ennesima scia del sangue. Non si arrestano gli attacchi terroristici che stanno colpendo tutto il mondo e soprattutto l’Europa. Neanche il tempo di piangere i morti di Nizza – schiacciati da un camion bianco che è piombato sulla folla – che un attentato ha colpito l’Afghanistan, più precisamente Kabul dove sono morte ottanta persone in un attentato kamikaze che è stato già rivendicato dall’Isis. Un attacco avvenuto durante una grande manifestazione di protesta organizzata pacificamente a Kabul. Doveva essere una giornata tranquilla fino a quando è stata udita una fortissima esplosione. Poi l’orrore.

Kabul, 80 morti

Il bilancio provvisorio è di 80 morti e oltre 200 feriti. Una carneficina avvenuta in pieno giorno nelle strade del quartiere Dehmazang dove si stava tenendo una manifestazione convocata da alcuni esponenti della minoranza degli hazara, ovvero un’etnia di lingua persiana e di religione sciita. Un attentato che l’Isis ha prontamente rivendicato con un dispaccio dell’agenzia Amaq mentre il portavoce dei talebani Zabihullah ha subito preso le distanze dall’attentato terroristico.

Terribili le immagini diffuse dalla tv nazionale che mostrano quei momenti di panico. L’esplosione e i morti per terra. Secondo alcuni testimoni oculari a compiere l’attentato terroristico sarebbe stato un kamikaze coperto da un burqa, forse per non farsi riconoscere dalla polizia. I cadaveri, stando alle prime informazioni trapelate, sarebbero rimasti a lungo per terra, subito dopo l’esplosione, in attesa dell’arrivo dei soccorsi che operavano con difficoltà a causa dei numerosi containers dislocati dalle forze dell’ordine per sbarrare l’accesso al centro cittadino.

Kabul, oltre 200 feriti

Un’esplosione violentissima che ha causato 80 morti e che è avvenuta quando la manifestazione – dopo 4 ore – si stava avviando alla fase conclusiva. I manifestanti, infatti, contestavano un progetto del governo che prevede la creazione di una linea dell’alta tensione che collegherà la capitale afghana al Turkmenistan. Linea che discriminerebbe la provincia di Bamyan poiché arriverebbe energia a potenza dimezzata. Insomma una protesta pacifica per rivendicare i propri diritti che è finita in tragedia, nel sangue. Nel peggiore dei modi. Nel momento dell’esplosione, tra l’altro, gli organizzatori si stavano accingendo ad allestire un campo per concludere la manifestazione. Ma questo, purtroppo, non è stato possibile.