Terribile strage quella avvenuta a Kabul in mattinata: si contano per ora più di 80 morti e circa 350 feriti, vittime dell’esplosione di un’autobomba nei pressi della piazza Zanbaq.

L’area è conosciuta come la zona diplomatica della capitale dell’Afghanistan, nel distretto di Wazir Akbar Khan, in prossimità di diverse ambasciate, del palazzo del Presidente e della sede del quartier generale della Nato, impegnata nella missione Resolute Support.

Si è trattato di una deflagrazione violentissima, che ha completamente distrutto anche circa 30 vetture, mandando in frantumi i vetri dei palazzi e dei negozi nell’arco di un chilometro. La maggior parte delle vittime sono civili, tra cui parecchi dipendenti della compagnia di telefonia cellulare afghana Roshan.

Impossibile verificare quale fosse il bersaglio preciso dell’attentato: in un primo momento si pensava all’ambasciata della Germania, ma la presenza della missione Nato che coordina la lotta internazionale a talebani e membri dell’Isis cambia le carte in tavola.

Al momento nessun gruppo ha rivendicato l’attentato, per quanto sia sospetta la ripresa delle attività dei talebani dello scorso mese, quando hanno lanciato un attacco contro una caserma della città di Mazar-e-Sharif, uccidendo circa 135 soldati, la maggior parte dei quali giovani reclute.

Donald Trump ha già affermato di voler incrementare la presenza americana sul territorio: ora sono 8400 i soldati americani presenti, più 5mila della Nato: i nuovi arrivi potrebbero portare dalle 5mila alle 10mila nuove unità.

Il coordinatore del governo, Abdullah Abdullah, ha scritto in un tweet che “chi uccide nel mese sacro di Ramadan non merita appelli alla pace, ma deve solo essere distrutto ed estirpato”.