Devastante il bilancio finale dell’attacco delle milizie del gruppo terroristico al-Shabaab al campus universitario della città di Garissa, in Kenya.
Sono 147 le morti accertate tra gli studenti dell’istituto scolastico, cui vanne aggiunte quelle di due poliziotti, due guardiani dell’edificio e un soldato.

Lo squadrone di terroristi, che inizialmente si pensava composto da una decina di uomini e che poi è stato ridimensionato a quattro unità, si è introdotto all’alba nel campus passando dal cancello principale.

Secondo alcuni studenti che sono riusciti a sopravvivere al massacro, i terroristi si sono fatti strada attraverso l’edificio sparando all’impazzata, per poi asserragliarsi nei dormitori femminili, non prima di aver preso alcuni ostaggi.

Alcuni fonti parlano di una divisione tra gli ostaggi di differenti fedi: a coloro in grado di recitare versi del Corano sarebbe stata concessa la libertà, mentre i cristiani sarebbero stati tenuti dai prigionieri fino all’assalto finale dell’esercito, momento in cui i terroristi avrebbero attivato l’esplosivo di cui erano ricoperti per farsi saltare in aria.

Non è ancora confermato ufficialmente, ma parrebbe che alcune delle vittime di al-Shabaab siano state decapitate. Il bilancio di 147 morti potrebbe essere destinato a crescere nelle prossime ore, dato che degli 800 presenti mancano all’appello circa 150 persone tra studenti e corpo docenti.

L’assedio all’università di Garissa da parte dell’esercito è durato 16 ore, concludendosi all’incirca alle 21.30, ore locali. Alcuni studenti intervistati dalla BBC hanno lamentato l’assenza dello stato keniota, definendo “patetica” la presenza di due soli poliziotti a guardia del campus.

Il Presidente del Kenya Uhuru Kenyatta ha predisposto misure urgenti per rassicurare la popolazione, promettendo nuovi arrivi tra le fila delle reclute della polizia, il cui addestramento deve avvenire il prima possibile. “Abbiamo sofferto perdite non necessarie a causa di una carenza nel personale addetto alla sicurezza”, ha affermato in conferenza stampa.

Il governo keniota ha posto una taglia di 5 milioni di scellini sulla testa di Mohamed Kuno, uno dei capi di al-Shebaab ritenuto la mente dietro l’attacco. Kuno è stato infatti il preside di una scuola islamica a Garissa fino alle sue dimissioni nel 2007 e avrebbe quindi avuto informazioni di prima mano riguardo alla logistica dell’attentato.

Gli Stati Uniti hanno offerto il loro aiuto a Nairobi nella caccia contro al-Shebaab, il gruppo somalo affiliato ad al-Qaeda. Il gruppo terroristico ha intensificato i propri attacchi in Kenya dopo l’ingresso delle truppe dell’esercito in Somalia nell’ottobre del 2011, alle prese con il tentativo di fermare lo sconfinamento degli islamisti.

Lo sortita dell’esercito ha sortito però l’effetto opposto, come dimostrano l’attentato di ieri a Garissa e quello nel centro commerciale di Westgate, Nairobi, risalente al 21 settembre 2013.