Il giornalista Khaled Fouad Allam, uno dei più noti studiosi dell’Islam e dei rapporti tra l’Occidente e i Paesi musulmani, è stato trovato morto mercoledì mattina nella stanza di un albergo romano in via Marsala, vicino alla stazione di Roma Termini. A trovare il cadavere sono stati gli inservienti dell’albergo, preoccupati perché l’uomo non rispondeva da diverse ore alle chiamate.

Anche se sul corpo senza vita di Khaled Fouad Allam non sono stati rinvenuti segni di violenza, gli inquirenti hanno disposto degli accertamenti per verificare le cause della morte e sottoposto a sequestro la camera.

Dalle prime testimonianze raccolte pare che l’uomo sia stato colpito da un primo malore in mattinata e sia stato prontamente soccorso dal personale dell’albergo, rifiutandosi però di essere accompagnato al pronto soccorso.

A distanza di poche ore dal primo malore, Khaled Fouad Allam si sarebbe sentito nuovamente male. Questa volta l’uomo non si è però ripreso.

Khaled Fouad Allam, di origini algerine, aveva 60 anni. Nel 2006 era stato deputato dell’Ulivo, senza mai trascurare l’impegno accademico. Khaled Fouad Allam insegnava Sociologia del mondo musulmano e Storia dei paesi islamici all’Università di Trieste ed era islamista all’Università di Urbino. L’uomo era costantemente minacciato dagli estremisti per via delle sue idee aperte all’amicizia con Israele e ostili al terrorismo religioso.

Khaled Fouad Allam nel suo ultimo libro avvisava di non sottovalutare l’ISIS

Nel suo ultimo libro, dal titolo “Il jihadista della porta accanto”, Khaled Fouad Allam ha lanciato un monito al mondo occidentale e al Medio Oriente: non sottovalutare l’ISIS perché non si tratta di un semplice gruppo terroristico, bensì di una vera e propria istituzione che rischia di sconvolgere per sempre gli equilibri geopolitici globali.

L’Occidente è troppo abituato al terrorismo e basta. Invece l’ISIS non è al Qaeda e non è un fatto episodico ma è una istituzione. Istituzione che ha riempito il vuoto lasciato dalla caduta del Muro di Berlino alla quale è corrisposta assenza di religione, di ideologie, e perfino delle società di consumo, che ormai non esistono più per colpa della crisi.