Premetto che per me le donne incinte dovrebbero essere immuni dagli insulti per legge, così come dovrebbero esserlo dai commenti sul peso. Farsi beffe di una donna in gravidanza mi rimanda indietro nel tempo, a quell’età in cui i bambini si prendono in giro tra loro per le ovvietà.

Questa mattina, aprendo il computer, mi sono trovata davanti l’ennesima foto di Kim Kardashian con uno dei vestiti che come al solito è, a dire dei presunti, troppo corto, troppo stretto, troppo tutto.  Mentre cercavo un’immagine per questo articolo sono addirittura finita in un magazine che ha intitolato la galleria delle sue mise da maternità “muro della vergogna”. No, davvero… Curatevi.

Siamo d’accordo che un personaggio pubblico deve accettare l’esposizione mediatica e, di conseguenza, le critiche, ma qui si va davvero oltre. Fermo restando che anche con dieci, venti, trenta kg in più Kim Kardashian resta comunque una donna bellissima, l’accanimento sulla scelta di voler continuare a indossare abiti di un certo tipo è davvero eccessivo.

Sorvolando sui collage che la vedono paragonata a balenottere e quant’altro, vorrei capire cosa c’è di così sconvolgente nei suoi look. Forse tutte le donne gravide dovrebbero uscire attorniate da lenzuola, nere magari che il nero snellisce, in modo da non dare troppo fastidio a certe persone che, poverine, hanno l’occhio troppo sensibile al grasso, alle forme e al peso. Che poi si è sensibili al grasso, alle forme e al peso, sì, ma sempre a quello degli altri.

E allora mi torna in mente, uscendo dall’ambito “maternity”, all’accanimento sul peso di Adele sul quale è caduto con poca grazia anche Karl Lagerfield, e a quello che ancora subisce oggi Christina Aguilera. C’è da dire che commenti tristi di un certo genere provengono quasi sempre da chi davvero non lo sa che lo specchio è suo amico, ed è forse questa l’unica ovvietà sulla quale sarebbe opportuno soffermarsi.

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Qui una fotogallery (foto by InfoPhoto) della bella Kim in occasione del 64° Festival di Cannes.