Le elezioni presidenziali in Romania si concludono con un colpo di scena: Klaus Iohannis, il candidato conservatore, ha sconfitto con diversi punti di distacco il primo ministro Victor Ponta, dato per favorito dai sondaggi. Iohannis è diventato il nuovo presidente della Romania con il 54,8% dei voti, mentre Ponta, appartenente allo schieramento socialdemocratico, ha ottenuto il 45,2% delle preferenze.

Klaus Iohannis55 anni all’anagrafe, dal 2000 ricopre la carica di sindaco di Sibiu, città della Transilvania che nel 2007 ottenne il titolo di capitale europea della cultura. Grazie alle sue origini tedesche, Iohannis ha conquistato il consenso della minoranza tedesca della Transilvania e i voti dei tanti romeni residenti all’estero, stanchi della corruzione dilagante nel Paese. Alla notizia della vittoria di Iohannis, migliaia di cittadini sono scesi in piazza per chiedere le dimissioni del premier Victor Ponta. Ma il primo ministro, forte del consenso che ancora detiene in Parlamento ha già chiarito di non aver alcuna intenzione di fare un passo indietro e di voler ricoprire la carica di primo ministro fino alle parlamentari del 2016. Ciononostante Ponta ha riconosciuto la sconfitta, telefonando all’avversario per congratularsi e ammettere che “Il popolo ha sempre ragione”.

La speranza dei romeni che hanno votato Iohannis è che il neopresidente possa estendere a tutto il Paese la lotta alla corruzione ingaggiata negli ultimi anni nella città di Sibiu. Ponta, infatti, è accusato di una gestione autoritaria della cosa pubblica e di collusione con gli ex vertici della Securitate, la polizia segreta di Ceausescu, tiranno caduto 25 anni fa.

Il compito che spetta a Iohannis sarà arduo. Il Paese è devastato dalla piaga della disoccupazione e dall’illegalità. Oggi la Romania è seconda sola alla Bulgaria nella classifica dei Paesi più poveri e arretrati dell’Unione Europea. Tanti sono i giovani che abbandonano il Paese e vanno a cercare fortuna altrove, scoraggiati dalla mancanza di opportunità. In un Paese che fa fatica a stare al passo con i tempi, l’elezione di Iohannis porta finalmente una ventata di novità.

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