Yves Klein e Lucio Fontana, un’amicizia, una collaborazione, una delle vicende più affascinanti dell’arte del XX secolo: due destini incrociati che si reincontrano nelle sale del Museo del Novecento grazie alla mostra “Yves Klein e Lucio Fontana. Milano Parigi 1957-1962”, visibile fino al 15 marzo 2015. Un’esposizione dedicata alla vicenda artistica e al legame personale intercorso tra due grandi protagonisti del rinnovamento artistico del XX secolo, raccontati attraverso 90 opere e una ricchissima documentazione di fotografie, filmati d’epoca e carte d’archivio.

Yves Klein esordì nel capoluogo lombardo nel gennaio del 1957, con la personale di monocromi blu ospitata alla Galleria Apollinaire di Brera. Bisfrattato dalla stampa milanese, l’epoca blu passa tra l’indifferenza e le bastonate della critica, fino a quando Fontana, trent’anni più vecchio e già affermatissimo nome dell’arte contemporanea, sceglie di acquistare un monocromo di Klein, divenendo nei primi anni Sessanta uno dei suoi più importanti collezionisti in Italia. E’ l’inizio di un sodalizio che arricchirà entrambi con scambi di suggestioni, teorizzazioni e ricerche che si intersecano, dando vita a una delle vicende più singolari e affascinanti dell’arte del secolo scorso. Proprio questo rapporto, noto agli addetti ai lavori, ma poco conosciuto dal grande pubblico, diviene oggi  protagonista dell’esposizione milanese, curata da Silvia Bignami e Giorgio Zanchetti, e organizzata in collaborazione con gli Archives Yves Klein di Parigi e la Fondazione Lucio Fontana di Milano. Una mostra coraggiosa e per molti versi non convenzionale, con la quale il Museo del Novecento rinuncia alla classica divisione tra collezione permanente e allestimenti temporanei, sconfinando ben oltre lo spazio espositivo della manica lunga per invadere nelle sale ‘fontaniane’ della Struttura al neon del 1951 e dei Concetti spaziali, riformulate in un nuovo allestimento per accogliere in uno stretto confronto visivo anche le opere di Klein. Sotto il neon all’ultimo piano del Museo, ecco dunque riprodotta l’enorme installazione di Pigment pur (1957), che con il suo blu acceso propone un colloquio impossibile con l’opera luminosa di Fontana e, al di là delle vetrate, con il Duomo stesso.

L’idea è un allestimento che non si svolga soltanto nello spazio al pianterreno riservato alle temporanee, ma che diventi un confronto tra due dei maggiori maestri del ventesimo secolo diluito per tutti i piani del museo - spiega la direttrice Marina Pugliese – Si tratta di un percorso che rappresenta una sfida anche per lo spettatore: una mostra per molti versi sperimentale”.

Una mostra che, oltre ad essere bellissima, ci invita a riflettere sull’identità culturale europea, grazie all’analisi del rapporto tra le più importanti personalità del mondo dell’arte del Novecento: Lucio Fontana e Yves Klein – ha commentato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. Una mostra che proprio per questo è un tassello fondamentale del palinsesto ‘Milano Cuore d’Europa’ che accompagna la vita culturale della città durante il semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea”.

Avvalendosi di importanti prestiti da musei italiani e stranieri, tra cui il Mnam – Centre Georges Pompidou (da cui arriva una grande Anthropométrie di Klein, mai esposta in Italia) il Mamac di Nizza, il Kaiser Wilhelm Museum di Krefeld, il Louisiana di Humlebæk, la Gam di Torino e la Gnam di Roma, il percorso espositivo presenta oltre 90 opere, disseminate tra i capolavori della permanente e sempre segnalate con neon blu e display esemplificativi, a creare una sorta di caccia al tesoro ricca di esiti sorprendenti per chi avrà la pazienza di leggere il percorso nella sua complessità.

Data la singolarità del percorso espositivo, si accede alla mostra Yves Klein e Lucio Fontana con un unico biglietto per temporanea e permanente: intero 10 euro; ridotto 8 euro; 5 euro per i possessori di MuseoCard; gratuito per i possessori di Card OttoNoveCento.