Nuova scia di morti portata avanti dall’Isis, che ha attaccato una moschea sciita in Kuwait provocando la morte di 15 persone tramite un attentato kamikaze.

L’attacco è avvenuto nella capitale del paese, Kuwait City, durante la preghiera del venerdì. I testimoni oculari presenti sul posto, che si sono salvati miracolosamente, alla televisione Al Jazeera hanno raccontato quello che hanno visto: classica scena da attacco kamikaze, con un uomo che è entrato nel luogo di culto con una cintura carica di esplosivo per poi farsi saltare in aria al grido “Allah è grande”.

La moschea in questione è quella di Al-Imam al-Sadeq, scelta per un motivo ben preciso. Secondo l’Isis, diffondeva gli insegnamenti sciiti tra la popolazione sunnita. Un attacco che sa molto di punizione, visto che l’Isis ha rivendicato immediatamente la responsabilità di quanto accaduto in un post sui Social Network.

Sempre tramite i Social, viene identificato anche l’attentatore, tale Abu Suleiman al-Muwahed. L’attacco, perpetrato nel secondo venerdì di Ramadan, aggrava un bilancio che già di per sé è molto pesante.

Senza dimenticare che questo gesto poteva provocare anche un numero di vittime maggiore, dal momento che in quel preciso istante la moschea era stracolma di fedeli tutti in preghiera. Gli sciiti sono il 30% della popolazione del Kuwait.