Arrivano brutte notizie per l’Italia dal bollettino di dicembre di politica monetaria emesso dalla BCE. Secondo Francoforte, il nostro paese, e il Belgio con noi, non starebbe rispettando il Patto di stabilità, in particolar modo per ciò che riguarda la riduzione del nostro gigantesco debito pubblico fissata dal Fiscal Compatc, andando così incontro al rischio di possibili sanzioni: “Se la Commissione confermerà la propria valutazione di violazione della regola del debito, dovrà redigere in seguito una relazione (…) che potrebbe portare a una procedura per i disavanzi eccessivi basata sul debito, a meno che si rilevino fattori attenuanti per l`inosservanza del parametro del debito“. A rischio infrazione anche la Francia, che non sta rispettando la regola del 3% nel rapporto deficit/PIL.

Due le questioni principali finite sotto i riflettori della Banca Centrale. Il primo: per il 2015 l’Italia ha previsto un rapporto deficit/PIL del 2,6%, in linea con la succitata regola del 3% ma meno severo rispetto a quello dell’1,8% richiesto nel programma di stabilità 2014. “Il progetto di bilancio prevede una riduzione dei contributi previdenziali per i neoassunti, una riduzione dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap) e il trasferimento, ora permanente, in forma di sgravio fiscale ai lavoratori a basso reddito, introdotto inizialmente su base temporanea lo scorso aprile. Queste misure espansive saranno in parte compensate da una riduzione della spesa pubblica, specie a livello delle amministrazioni locali“. Il secondo: il nostro governo ha procrastinato al 2017 l’obiettivo del pareggio strutturale di bilancio, ovvero due anni più tardi rispetto alla data suggerita dal Consiglio Ecofin dello scorso luglio. ”E importante“, scrive l’Eurotower, “assicurare il pieno rispetto dei requisiti del Patto di stabilità e crescita e della regola del debito per non mettere a repentaglio la sostenibilità delle finanze pubbliche e preservare la fiducia dei mercati“.

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