Le polemiche violente (degli altri) sono da sempre un toccasana per il nostro umore, per la nostra giornata. A seconda della stupidità delle “risse verbali” in questione, anche un balsamo per il nostro ego. Dall’alto del nostro essere dei “veri fighi”, assistiamo alle discussioni al bar compiacendoci nella certezza che noi non saremmo mai così stupidi, ovvi e banali. Ovviamente nell’assistere a scoppi d’ira altrui ci crogioliamo nell’idea di essere incredibilmente migliori, meno scontati, ignoranti, permalosi e ripetitivi .

E giustamente assistiamo a tutto ciò da lontano, senza metter naso e bocca in questioni che non ci riguardano. “Guardare” è più divertente di “fare”. La quotidianità ormai è a sedici noni ed a colori.

Ultimamente coi social poi, la lite da condominio è sotto il naso di tutti. Negli smartphone del mondo, nei pad tutti. E’ diventato mostruosamente semplice trovare una (in)sana discussione con la quale farsi compagnia e beffe con amici e colleghi. A ben guardare è mostruosamente triste che anche i panni sporchi, ma non troppo, debbano essere messi sotto il sole di Twitter, a disposizione del mondo.

Le liti tra vip poi, sono quanto di più patetico esista. Noti manager che rispondono con toni velenosi a giornalisti insolenti, noti agenti di spettacolo che, nell’augurare la buonanotte al mondo, sottolineano il fatto che il loro “amore” non è per tutti. E poi ci sono loro. Le starlette.

Note cavallone bionde che sprecano tempo ed energia a rispondere pubblicamente ad un’arrogante mora da bancone televisivo. Pollai pubblici tra galline ingiustamente blasonate. Convinte delle loro ragioni, del loro valore ed inconsapevoli di star, come si suol dire, “facendo la parte dell’idiota davanti al mondo intero.”

Nel mio piccolo mi pongo una domanda: se non è stato a causa di un’incredibile materia grigia che questa sopravvalutata umanità ha avuto “successo”, (manager permalosi, agenti permalosi, galline permalose) è stato forse grazie alla loro mancanza di humor e ad un pessimo carattere poco incline  a mettersi in discussione che sono riusciti a portare l’attenzione del nostro piccolo mondo verso di loro?

No. È stata fortuna ovviamente, ritrovarsi al posto giusto al momento giusto. Una questione di ingiustizia divina se vogliamo. Ma per alcuni è stata letteralmente una questione di “culo”. La domanda è: ma quando il culo perderà la guerra con la forza di gravità, come si riciclerà, la padrona del “lato b” in questione?

In una vecchia snob senza molto da dire all’umanità, piena di ricordi e cipria ammuffita. Praticamente un’opinionista.

Leggete anche:

Silenzi imbarazzanti: guida semiseria al mondo delle app.

Cercavo Beethoven, ho trovato Chopin.

L’insostenibile pesantezza della crisi da foglio bianco.

Corona arrestato: Grazie Fabri, i finali aperti non funzionano.

photo credit: ALERAI {subsidiary&book exercises} via photopin cc