Il metodo Stamina messo a punto da Davide Vannoni non ha alcuna validità scientifica e inoltre è pure rischioso. A dichiararlo è la Corte di Cassazione all’interno delle motivazioni delle tre sentenze con cui ha respinto la richiesta da parte di Vannoni del dissequestro del materiale per le infusioni.

La Fondazione Stamina di cui Davide Vannoni è presidente sosteneva che la tecnica fosse efficace per la cura di malattie degenerative come la Sma (atrofia muscolare spinale), anche nota come malattia di Celeste, dal nome della bambina i cui genitori avevano fatto un ricorso nel 2012 perché potesse prendere parte a questa cura, o presunta tale.

Le terapie sperimentali messe a punto da Davide Vannoni, basate sull’estrarre cellule staminali dal midollo osseo dei pazienti e reinfonderle negli stessi dopo averle tenute in coltura nell’acido retinoico diluito, non sono però considerate valide della Cassazione, che le ha anzi bocciate del tutto quest’oggi.

I giudici della Corte di Cassazione scrivono che al metodo Stamina: “non può annettersi alcuna validità scientifica e sono emersi una serie di rischi sull’estrazione e re-inoculazione delle cellule staminali”.

La Cassazione convalida quindi il sequesto disposto dal pm Raffaele Guariniello e dichiara inoltre che: “L’unico protocollo presentato da Stamina Foundation non è supportato da dati scientifici; è privo di riferimenti a procedure scientifiche validate o a pubblicazioni scientifiche e in esso le metodiche non sono dettagliate. […] In tutta la documentazione prodotta da Vannoni la preparazione e la caratterizzazione delle proprietà delle cellule staminali” non è “definita né documentata adeguatamente”.

La Cassazione sostiene inoltre che il trattamento con il metodo Stamina può semmai essere considerato rischioso e dannoso, rilevando come in circa il 25% dei pazienti in cura si sono verificati: “eventi avversi, nel 14% dei casi anche gravi. D’altronde, è stato riscontrato che numerosi pazienti hanno denunciato l’assenza di effetti benefici e, in taluni casi, il peggioramento delle condizioni di salute”.