La chiave di Sara (titolo originale “Elle s’appelait Sarah“) è un romanzo della giornalista e scrittrice francese Tatiana de Rosnay. Edito in Italia nel 2008 da Mondadori, il libro intreccia le vite e le storie di due donne: la prima, vissuta durante l’epoca nazista; la seconda, una giornalista americana, incaricata di far luce su uno dei fatti chiave della Shoah in Francia. Sebbene divise da oltre 50 anni di storia, le vite di Sara e Julia si riveleranno indissolubilmente legate.

Un bestseller che solo in Francia ha venduto oltre 3 milioni di copie, ispirando l’omonimo film, per la regia di Gilles Paquet-Brenner, uscito nelle sale cinematografiche statunitensi il 22 luglio 2011, per poi giungere in Italia nel gennaio 2012.

È una notte d’estate come tante altre, a Parigi. La piccola Sarah è a casa con la sua famiglia, quando viene svegliata dall’irruzione della polizia francese e prelevata insieme ai genitori. Ha solo dieci anni, non capisce cosa sta succedendo, ma è atterrita e, prima di essere portata via, nasconde il fratello più piccolo in un armadio a muro che chiude a chiave. È il 16 luglio del 1942. Sarah, insieme a migliaia di altri ebrei, viene rinchiusa nel Vélodrome d’Hiver, in attesa di essere deportata nei campi di concentramento in Germania. Ma il suo unico pensiero è tornare a liberare il fratellino. Sessant’anni dopo, Julia, una giornalista americana che vive a Parigi, deve fare un’inchiesta su quei drammatici fatti. Mette mano agli archivi, interroga i testimoni, va alla ricerca dei sopravvissuti, e le indagini la portano molto più lontano del previsto. Il destino di Julia si incrocia fatalmente con quello della piccola Sarah, la cui vita è legata alla sua più di quanto lei possa immaginare. Che fine ha fatto quella bambina? Cosa è davvero successo in quei giorni? Quello che Julia scopre cambierà per sempre la sua esistenza”.

Un libro straziante e commuovente, come i tragici fatti che racconta, ma che si legge con avidità, incapaci di interrompere la lettura e rimandare ancora la scoperta di ciò che è accaduto alla piccola Sara. Quel che rende questo romanzo diverso dagli altri libri sul genocidio degli ebrei è l’alternanza tra i fatti accaduti in quel lontano 1942 e il presente vissuto da  Julia, che rende la lettura scorrevole e in qualche modo la alleggerisce. Un romanzo certamente consigliato a chi ama leggere storie ispirate a fatti realmente accaduti.