Hamas deve essere rimosso dalla lista delle organizzazioni terroristiche stilata in Europa a partire dal 2001. È quanto ha deciso la Corte Europea, riscontrando un difetto procedurale in una simile inclusione. I rappresentanti tengono a precisare come si tratti di una sentenza legale e non politica, ma Israele ha già manifestato il proprio malcontento.

Sottolineando come la Corte sia estranea ad apprezzamenti o giudizi morali sulla condotta di Hamas sul suolo palestinese, i giudici in Lussemburgo hanno ordinato la rimozione dalla lista nera delle organizzazioni terroristiche, con la possibilità di effettuare ricorso contro questa decisione entro tre mesi. «La Corte di Giustizia ritiene che le misure contestate siano fondate non su atti esaminati e confermati dalle autorità competenti», si specifica in una nota, «ma su imputazioni fattuali tratte dalla stampa e da Internet». Questo vuol dire che, affinché vi siano i presupposti per un inserimento del movimento islamico che governa la Palestina, serviranno evidenze raccolte sul campo anziché report dei media, non sufficienti ai fini legali per giustificarne una simile procedura.

Da Israele si solleva la reazione stupita del Premier Benyamin Netanyahu, il quale avrebbe espresso preoccupazione per una simile decisione. «Israele non accetta i chiarimenti dell’Unione Europea sul fatto che Hamas sia soltanto una questione tecnica», riportano le testate locali, «ci attendiamo che l’UE riproponga Hamas come organizzazione terroristica». Per i prossimi tre mesi il movimento islamico continuerà a subire gli effetti dell’inclusione nella lista nera, come il congelamento dei beni, affinché vi sia il tempo necessario per effettuare ricorso, qualora le parti in causa lo richiedano.

Nel frattempo da Strasburgo, sede del Parlamento Europeo, giunge notizia dell’approvazione a larga maggioranza di una risoluzione di riconoscimento dello Stato della Palestina, sulla base dei confini definiti nel 1967. Un riconoscimento che, così come viene precisato, è solo “in linea di principio” e pensato per agevolare pronti rapporti di pace tra la stessa Palestina e Israele.

Fonti: Newsweek, Rai News

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