La prima deposizione di Massimo Bossetti al processo in cui è l’unico imputato per l’omicidio della tredicenne Yara Gambirasio è durata un’ora e mezza – poi la seduta è stata sospesa e proseguirà tra una settimana. Felpa blu con lo stemma del Canada, jeans chiari, Massimo Bossetti appare tranquillo – l’unico segno di nervosismo è dato dal movimento delle mani. L’aula è stracolma – e tanti sono rimasti fuori. Il pubblico ministero Letizia Ruggeri gli chiede se ha mai conosciuto Yara “Mai. Nessuno della famiglia. Di vista il signor Gambirasio” – e poi cerca di contestargli una serie di contraddizioni in cui sarebbe  incappato nei primi interrogatori – più o meno un anno e mezzo fa. Bossetti cerca di liberarsi da questa stretta così: “Potevo benissimo dirle ‘non ricordo’, già nei primi interrogatori dottoressa…e invece ho cercato di ricordare, in ogni modo. Che poi chiedermi cosa ho fatto quattro o cinque anni fa, mi pare una domanda totalmente insensata”.

Il confronto in alcuni frangenti si è surriscaldato. Il Pm contesta all’imputato che “In una intercettazione ambientale lei disse a sua moglie che quel giorno pioveva o nevicava. Prendiamo atto che ora non lo ricorda”. La risposta non si fa attendere “Dottoressa, mia moglie mi ha fatto un terzo grado più di lei. Mi ha fatto un interrogatorio, mi ha messo al muro, mi ha fatto molte più domande di lei. Le mancavano la fiducia e il rispetto nei miei confronti. Sarà stata mia moglie ad accennare al tempo“.

L’accusa ha poi ricostruito i percorsi che Bossetti faceva alla fine del 2010 – Yara Gambirasio è scomparsa il 26 novembre di quell’anno. L’imputato ricorda che “Uscivo dal cantiere a Palazzago e, anche se la strada era più lunga, per evitare la statale trafficata, passavo da Brembate Sopra. Potevo passare da tre edicole diverse e fermarmi a tutte e tre, per acquistare figurine o braccialetti per i miei figli“. L’affermazione di Bossetti fa nascere un altro scambio acceso di battute. Per Il Pubblico Ministero “nessuno degli edicolanti ricorda questi acquisti“. L’affermazione fa arrabbiare l’avvocato della difesa Paolo Camporini. Da qui nasce la specificazione della presidente della Corte “No, insomma, un edicolante la ricorda, magari non così nello specifico degli acquisti“, e soprattutto l’attacco di Bossetti. “Non sto mentendo, come hanno fatto tanti altri seduti qui al mio posto in questo processo, su questa sedia“. Il Pm gli chiede “Chi ha mentito?”. E lui: “Tutti, faccio salvi i miei consulenti, ma tutti, sì anche gli edicolanti“.