Non è una novità che lo Stato Islamico abbia preso a batter moneta e a rilasciare passaporti, lo fa da almeno un paio di anni. E ora se n’è accorta anche la Digos di Ragusa, che ha sequestrato a un giovane siriano di 21 anni sbarcato a Pozzallo una sorta di documento d’identità emesso dall’Isis e utilizzato per viaggiare all’estero e ottenere protezione e sostegno finanziario. Non un passaporto regolare, ovviamente: diciamo qualcosa che assomiglia a un segno di riconoscimento tra adepti. In ogni caso, si tratta di qualcosa di completamente inedito, secondo la fonte investigativa citata da Repubblica.

Vi informiamo che il nominato fratello Mourad El Ghazzaoui degli abitanti del reame di Svezia ha partecipato al corso di redenzione e lo ha superato con livello buono“, si legge nel documento. “Pertanto abbiamo rilasciato questo titolo che dimostra che non è non credente e vieta la sua lapidazione, crocifissione o sodomia“. Con tanto di timbro dello Stato del Califfo e validità di tre mesi rigorosamente specificata.

Nella borsa di Mourad El Ghazzaoui, soccorso insieme ad altri cinquecento migranti lo scorso 4 dicembre e subito tenuto sotto osservazione per il suo atteggiamento circospetto, sono stati ritrovati nove telefoni cellulari contenenti immagini e video che non lasciano spazio a dubbi: “Lui con fucili da guerra, lui in compagnia di altri combattenti, lui che si fa riprendere mentre addestra bambini e talvolta mentre li mutila brutalmente, immagini di persone decapitate, di massacri, di loghi e bandiere nere“. El Ghazzaoui ha infine ammesso di aver fatto parte dei “Maridi di Daraa”, una delle tante sotto-organizzazioni affiliate all’Isis.

Secondo gli inquirenti, il documento attesterebbe l’appartenenza di Mourad El Ghazzaoui allo Stato Islamico in qualità di “miliziano indottrinato“, e gli avrebbe garantito “il diritto di andare e tornare in Europa solo per un periodo limitato“.