Le vietano di sottoporsi al parto cesareo e lei per la disperazione si suicida. La tragedia risale a qualche giorno fa e si è consumata nell’ospedale della città di Yulin, in Cina.

La giovane donna aveva 26 anni ed era alla sua 42esima settimana di gravidanza. I medici aveva consigliato alla ragazza un parto cesareo in quanto la testa del bambino che portava in grembo era più grande della norma: un parto naturale, quindi, poteva essere molto rischioso sia per lei che per il piccolo. Purtroppo in Cina è la famiglia della gestante a decidere delle sorti della partoriente e, nonostante il parere dei medici, in questo caso sia il marito che il resto dei familiari voleva un parto naturale. In un video ripreso dalle telecamere di sorveglianza dell’ospedale si vede, addirittura, la giovane donna disperata mentre, in ginocchio nel bel mezzo della corsia, implora la famiglia di accordarle il cesareo. La decisione era, però categorica e così la gestante, in preda a fortissimi dolori e preoccupata per il parto, ha optato per una scelta drastica lanciandosi da una finestra del quinto piano dell’ospedale. Il volo di dieci metri è costato inevitabilmente la vita sia a lei che al piccolo che portava in grembo. Adesso le autorità stanno indagando sull’accaduto ed, intanto, i familiari hanno rigettato le accuse dando la colpa ai team dei medici. Dal conto suo il medico Huo Junwei ha, invece, dato la sua versione dei fatti:

“Durante l’esame era risultato che la testa del neonato era troppo grande per consentire un parto cesareo in sicurezza, per questo è stato chiesto alla famiglia di dare il loro consenso. Nonostante gli sforzi dello staff dell’ospedale di convincere la famiglia ad approvare la procedura, non hanno comunque dato il permesso. Nel pomeriggio del 4 settembre la donna è precipitata dal quinto piano dell’ospedale”.