Siamo arrivati alla resa dei conti. Il ministro dell’Interno Nikos Voutsis, parlando alla tv greca Mega ha detto che “Atene non ha soldi. Non pagherà il Fondo monetario internazionale“, e ancora “Le quattro rate per il Fmi valgono un miliardo e 600 milioni, questo denaro non sarà versato, non ce n’è“. Il ministro aveva già fatto il poliziotto cattivo qualche tempo fa: il 25 aprile aveva ventilato il ritorno alle urne “Il popolo ha parlato, e se necessario lo farà di nuovo“, creando diversi malumori nei governi partner europei.

Al gioco di squadra ha partecipato anche il ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis, che in un’intervista allo show di Andrew Marr sulla Bbc ha messo le mani avanti, l’uscita dall’Euro della Grecia sarebbe “catastrofica“, “l’inizio della fine per il processo della moneta unica“. Secondo il ministro, il suo paese ha fatto “passi enormi” e “ora spetta a queste istituzioni fare la loro parte“. A suo avviso “gli siamo andati incontro a tre quarti del percorso, ora loro devono venirci incontro facendo quell’ultimo quarto“.

L’impressione è che quello tra Grecia ed i partner europei sia un dialogo tra sordi. Secondo il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble – è stato intervista da Deutschlandfunk Radio: “Non vorrei scambiare con il mio compito con quello dei miei colleghi greci, il lavoro che deve fare Varoufakis è più pesante del mio”. La Grecia deve risolvere i “problemi a casa“: “si è impegnata lo scorso 20 febbraio ad attuare l’attuale programma, quindi non abbiamo bisogno di parlare di alternative“. Un nuovo avvertimento alla Grecia? Per il ministro “non è necessario. Non so se i greci ascolteranno questa intervista, ma sanno che cosa è in gioco. È per questo che non hanno bisogno di ulteriori avvisi“.

C’è da sperare che in sede europea alla fine vincano i soggetti più responsabili alla Mario Draghi. Un mese fa aveva posto il problema dell’uscita dall’Euro della Grecia: questa mossa avrebbe condotto l’Europa in “territori inesplorati“, dove tutto è possibile. Nel bene e nel male.