È la Cassazione a fornire una spiegazione, quasi una descrizione, di come deve essere intesa la lap dance in Italia. Un’arte – così la definisce – che spesso viene paragonata ad attività poco nobili. Wikipedia, ad esempio, parla di lap dance come di una danza erotica durante la quale lo spettatore, abitualmente maschile, è seduto e la ballerina si trova in contatto fisico con il suo basso ventre”.

Lap dance spesso confusa con la prostituzione

La lap dance, in questo caso, era costata cara ai gestori di due locali che erano stati condannati a 5 anni di reclusione per associazione a delinquere, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. A ribaltare la sentenza della Corte d’Appello di Milano ci ha pensato la Cassazione che ha parlato di lap dance come “lecita forma d’arte”, come di un lecito esercizio di manifestazione artistica.

Lap dance è una danza erotica

Nel caso in questione, le ragazze avrebbero intrattenuto i loro clienti al bancone o sui divanetti consumando bevande che sarebbero state offerte dagli stessi avventori. Un meccanismo che avrebbe “spinto le ragazze ad un certo protagonismo finalizzato, attraverso fisica intimità che a volte poteva trascendere in espliciti quanto fugaci toccamenti, ad accaparrarsi e fidelizzare i clienti più remunerativi, ponendosi così anche in posizione di forza nelle trattative con i gestori sui turni di lavoro”. Insomma nessuno sfruttamento della prostituzione da parte dei titolari dei due locali milanesi.