Parlando di futuro, in occasione dell’incontro organizzato dall’Autorità Portuale di Civitavecchia ‘La due giorni di Mediterraneo’, si è molto discusso dell’importanza del Porto di Civitavecchia anche in relazione ai futuri scambi con la Libia.

Infatti, come spiega lo stesso Mario Ciaccia, viceministro alle Infrastrutture “la Libia è un Paese dove la metà della popolazione ha meno di 25 anni, è uno Stato che ci riconosce come soggetto che può creare filiera manifatturiera e agroalimentare”.

L’obiettivo della città italiana è dunque quello di creare infrastrutture ma, spiega, “noi continueremo a realizzare le infrastrutture, ma se non ci muoviamo in un’ottica di sistema perderemo questa partita. Serve la finanza pubblica, ma serve soprattutto il partenariato con i privati. Per le infrastrutture servirebbero 100 miliardi in tre anni”.

Si tratta dunque di trovare la giusta strada da seguire per far fruttare al meglio il potenziale italiano e le risorse necessarie per questo sviluppo si possono trovare “per esempio nei porti stessi che hanno autonomia finanziaria, o attraverso strumenti come i project bond, che consentono ai privati di investire in obbligazioni di società che realizzano o gestiscono infrastrutture come i porti”.