‘Stabilire un approccio comune internazionale e limitare le ‘zone grigie’ pericolose aiuterà a contrastare la pirateria riducendo al contempo i rischi per i marinai, le società e gli stati interessati, è necessario stabilire linee di comunicazione tra la sicurezza privata e le forze militari basate sulla fiducia’ queste le parole del vice presidente della Commissione Ue, Siim Kallas, pronunciate in occasione della conferenza sulla pirateria promossa proprio a Bruxelles.

L’Italia è infatti stata colpita in questi giorni, con la situazione dei due maro’ in India, da un vuoto di regolamentazione chiaro che possa rendere le operazioni dei militari a bordo delle navi a rischio, sicuro e predeterminato.

‘L’autoregolamentazione non è una reale opzione in questa area, considerando i rischi legali ed operativi che il trasporto di armi a bordo e il possibile uso della forza comportano’ continua così Kallas.

Non si può neanche negare che la pirateria sia davvero un grave problema nelle acque della Somalia e che non si possa più attendere, soprattutto se si considera che l’80% delle merci mondiali è trasportato via mare.

Dal canto suo l’Ue propone di discuterne in occasione dell’Imo (International Maritime Organization) che si terrà a maggio a Londra.