“C’è chi comincia il reinserimento, c’è chi con i permessi premio.. Questa è la giustizia dopo solo 11 anni”, queste le parole di Paola Pellinghelli, la madre di Tommaso Onofri, il piccolo di 18 mesi che nel 2006 venne prima rapito e poi ucciso a Parma. “Tommy oggi andrebbe alle scuole medie, vivrebbe i suoi primi innamoramenti e, invece, Tommy tutto questo non ce l’ha [...] Alessi e gli altri due si rimpallano le responsabilità ma chi è stato ora poco importa. Devono pagare tutti e tre ha tuonato la madre di Tommaso Onofri ai microfoni di NewsMediaset.

Tre le condanne per la morte del piccolo Tommy. Prima di tutto il muratore che aveva eseguito dei lavori di ristrutturazione a casa Onofri: è stato condannato all’ergastolo. La sua compagna, invece, sta scontando 24 anni di carcere. Vent’anni, infine, al complice, un ex pugile.

Vittima di questa terribile storia è stato anche Paolo Onofri, papà di Tommy che, subito dopo il ritrovamento del corpicino del figlio, diceva ai giornalisti: “Me l’hanno riportato ma non come volevo io..”. Un infarto, l’11 agosto 2008, gli è costato caro: da quel momento la sua vita è cambiata fino al decesso in una clinica. Ad aggravare la sua situazione è stata senza dubbio la morte del figlio: si è sottoposto a sedute di “psicoterapia di sostegno” assumendo anche antidepressivi e ansiolitici.