Altro che “dolcetto e scherzetto”. In Mongolia i bambini dovranno fare a meno della festa di Halloween visto che il governo ha di fatto cancellato questa ricorrenza vietando alle scuole di organizzare feste in costume che “non appartengono alla nostra tradizione culturale”.

Una professoressa, docente di un istituto superiore, ha parlato di una decisione incomprensibile. Queste le sue parole alla Reuters:

La nostra scuola ha classi specializzate nello studio dell’inglese. Per questo abbiamo iniziato a celebrare Halloween [...] forse alcuni studenti si sono immedesimati troppo nei travestimenti e alla fine si sono rivelati un “disturbo sociale”.

Il Ministero dell’Istruzione ha fatto sapere di aver ricevuto lamentele da parte dei genitori poiché “i figli chiedevano loro denaro per comprarsi costumi di cui non capivano il senso”. Insomma per festeggiare con i compagnetti la festa celebrata in tutto il mondo il 31 ottobre.

La Mongolia, un Paese grande cinque volte l’Italia ma pressoché spopolato, ha avuto un vero e proprio boom economico e ha aperto le porte ai lavoratori stranieri che, di fatto, hanno messo in crisi una popolazione fortemente legata alle proprie tradizioni. 

Intanto oggi i ragazzi dovranno rinunciare al “dolcetto e scherzetto” anche se… solo sulle carte. Il titolare di un negozio che vende i costumi di Halloween ha spiegato che nulla è cambiato e che le vendite di travestimenti “sono andate esattamente come negli anni scorsi”.