Le mamme di ogni generazione da sempre vietano ai propri figli di raccogliere i biscotti che i piccoli distrattamente fanno cadere a terra. Crescendo, invece, tutti hanno imparato che il cibo caduto accidentalmente, se raccolto rapidamente entro cinque secondi di tempo, può essere mangiato senza il rischio di nessuna malattia o infezione.

La regola dei cinque secondi, che fino ad oggi è sempre stata un luogo comune non accreditato dalla scienza, ha finalmente trovato conferma in uno studio preciso. Ciò a cui si deve far caso è solo la tipologia di terreno su cui è caduto il cibo perchè, sicuramente, le condizioni igieniche di un pavimento interno sono ben diverse da quelle di un tappeto o di una strada esterna.  Se il terreno, ad esempio, è umido il lasso di tempo a disposizione per raccogliere un alimento si ristringe a tre secondi in quanto, superando quella soglia, il numero di batteri in quel caso è dieci volte più alto del normale, con il relativo rischio di trasmissione di salmonella, E-Coli e listeria. Insomma, la regola dei cinque secondi è valida scientificamente ma bisogna tenere sempre gli occhi aperti senza sottovalutare la tipologia di terreno su cui cade il cibo, a prescindere dalla velocità di reazione che si ha nel raccoglierlo.