“Sono molto contento di poter rappresentare un figura così importante, simbolo della denuncia giornalistica della connivenza tra malavita e politica, martire della verità e del pensiero libero. Sono queste le grandi contraddizioni del nostro Paese che è democratico ma poi se dici la verità ti ammazzano. E allora che democrazia è?”.

Parla così l’attore Luca Ward che in questi giorni è sul set del film ‘La ricotta sul caffè’, il film prodotto dalla Draka Production che racconterà la vita, e la morte, del giornalista catanese Giuseppe Fava, che è stato ucciso dalla mafia nel 1984.

Il titolo richiama al segnale “che la mafia mandava a chi era destinato a morire, chi lo riceveva iniziava a tremare. Lo stesso destino capitò a Fava” spiega lo stesso Ward che ammette di aver accettato questo film anche per i suoi figli perché spera che loro, così come gli altri spettatori, possano conoscere la storia di un uomo che è morto per la libertà di espressione e che ha dimostrato, ancora una volta, le difficoltà che si incontrano a vivere in un Paese in cui la mafia decide cosa possa essere divulgano e cosa invece debba essere taciuto.