Dopo le accuse, giustificate, di Greenpeace nei confronti di Bolton per il suo tonno Rio Mare, arriva la risposta dell’azienda stessa.

Bolto Alimentari fa sapere di aderire al programma Dolphin Safe da circa ventanni e, per questo, si è impegnata ad utilizzare, entro il 2013, il 45% di tonno pescato con metodi sostenibili, che diventerà il 100% entro il 2017.

Il tonno più venduto in Italia ricorda inoltre di essere impegnato in prima linee a favore della pesca sostenibile tanto da aver fondato, nel 2009, la ISSF (International Seafood Foundation), organizzazione no profit cui obiettivi sono ‘la sostenibilità della pesca del tonno, la riduzione della pesca accidentale e la salvaguardia dell’ecosistema marino’.

Se questo non dovesse ancora bastare, Bolton ricorda la sua partecipazione al progetto di ricerca scientifica ‘Major Tuna Corporation’, cui hanno aderito anche WWF, NOAA e RFMO, e che ha ottenuto il patrocinio della FAO.

Il 2011 è stato l’anno in cui è stato pubblicato il primo report di sostenibilità, ‘Qualità Responsabile’ che ‘vede impegnata l’azienda anche nelle aree della tutela dell’ambiente, selezione, analisi e controlli delle materie prime, tracciabilità, nutrizione e benessere rispetto delle persone’.

Insomma, l’azienda non ci sta, resta il fatto, come ricorda Greenpeace, che l’impiego del FAD per la pesca del tonno Rio Mare è una realtà a cui porre necessariamente rimedio quanto prima.