Proseguono in questi giorni le analisi sulla scatola nera della Costa Concordia arrivata a La Spezia per essere presa in custodia dai tecnici dell’azienda tedesca produttrice del software.

Dai primi risultati sembrerebbe che la scatola nera abbia smesso di funzionare alle ore 23.36 del 13 gennaio, quindi due ore dopo l’impatto.

Dopo quest’orario la scatola ha infatti terminato il suo periodo di autonomia in caso di black out elettrico.

Oltre ai dati presenti sul Voyage Data Recorder (VDR), i tecnici starebbero cercando di recuperare anche quelli che potrebbero essere stati registrati sulla capsula FRM, ovvero una memoria aggiuntiva di 4 GB.

In questo caso però il recupero non è così semplice, anche se i tecnici sono ottimisti e ricordano che i dati dovrebbero essere stati registrati anche in backup dal sistema stesso del VDR.

Per adesso però le operazioni proseguono e ai consulenti saranno rese disponibili le copie depositate presso il Gip del Tribunale di Grosseto solo dopo che i periti avranno presentato una pre-relazione.