L’International Maritime Organization, conosciuto anche come Imo, Comitato Internazionale per la sicurezza marittima, fa riferimento agli Stati membri per chiedere loro di adottare le nuove politiche di sicurezza create.

Della stessa opinione sono anche la Cruise Lines International Association (Clia) e lo European Cruise Council (EEC) che insieme raccolgono molti degli operatori crocieristici e delle società marittime attivi e che si dicono “davvero lieti della decisione dell’Imo – come spiega Roberto Martinoli, Delegato italiano di CLIA ed ECC – che ripaga i nostri sforzi, accogliendo tutti i risultati dell’attività di revisione delle procedure di sicurezza a bordo delle navi da crociera. Il nostro auspicio è che queste raccomandazioni, pur nel rispetto delle procedure internazionali, vengano presto tradotte in norme definitive”.

Tra le misure di sicurezza previste, ci si è concentrati sull’accesso del personale al ponti di comando, per esempio nel caso di situazioni di emergenza o di specifiche manovre, le caratteristiche dei giubbotti di salvataggio, il loro numero, che deve essere maggiore rispetto a quello dei passeggeri e membri a bordo, l’adeguatezza delle comunicazioni relative alle istruzioni di emergenza, ma anche la programmazione delle rotte delle navi.

In generale tutte queste proposte sono in linea con la Cruise Industry Operational Safety Review, ovvero il progetto che è stato creato appunto da Clia ed EEC che è rivolto proprio all’istituzione di pratiche di sicurezza da applicare a livello internazionale, così da omologare le varie operazioni di messa in sicurezza.