Difficile rendersi davvero conto del patrimonio che noi italiani possediamo nell’ambito della moda.

Un know how incredibile che arriva da molto lontano e che oggi è il nostro migliore biglietto da visita all’estero.

La qualità resterà per molto tempo dopo che ci si sarà scordati del prezzo “.

Questo pay off è stato utilizzato all’interno di una campagna pubblicitaria. L’avete mai letto?

Bè, vi dico io di chi si tratta: trattasi di una campagna di Gucci.

E chi meglio di questo brand può rappresentare la storia del made in Italy?

Oggi dopo ben 90 anni ci accorgiamo veramente che la qualità arriva quasi al centenario, e del prezzo è vero ce ne scordiamo se un investimento è fatto per bene ( come per i capi firmati Gucci).

Di cosa non potremmo scordarci mai? Della persona che ha creato tutto ciò: Guccio Gucci.

Siamo nel 1921. Guccio Gucci fonda un’azienda specializzata in prodotti in pelle e un piccolo negozio di valigeria nella pittoresca Firenze.

In pochi anni, il marchio ottiene un tale successo a tal punto che molte persone affollano la bottega Gucci in cerca delle collezioni di borse, bauli, guanti, scarpe e cinture ispirate al mondo equestre, e dal quale nasce la famosa icona del morsetto che diventerà il simbolo identificativo di questo facoltoso brand.

Non sono tutte rose e fiori: arrivano gli anni della dittatura fascista in Italia e Gucci introduce materiali come canapa, lino e iuta, dei materiali economici ma di grande innovazione per superare la crisi degli anni 40, cosi come l’uso del bamboo da cui nasce la tutt’ora e richiestissima Borsa Bamboo, la cui curvatura laterale è ispirata alla forma della sella.

I figli di Guccio entrano in azienda alla sua morte. Aldo, Vasco, Ugo e Rodolfo prendono le redini  dell’attività negli anni ’50.

Gli anni ’60 sono invece conosciuti per la nascita del logo con le due G incrociate, ma anche da creazioni esclusive e personalizzate per le star del cinema.

Come dimenticare Jackie Kennedy che indossa la borsa a tracolla Gucci, oggi conosciuta come Jackie e  l’inconfondibile sciarpa in seta a motivi Flora per Grace Kelly.

Nel 1981, Gucci organizza la sua prima sfilata di moda a Firenze e dopo 18 anni il gruppo francese PPR entra nel capitale dell’azienda e ne acquisirà il controllo pochi anni dopo  e la totale proprietà nel 2006.

Il 2002  è  poi uno degli anni da ricordare: l’italiana Frida Giannini a soli 30 anni viene assunta come direttore stile della borsetteria e solo 3 anni dopo è a capo delle collezioni Donna da cui nel 2006 assumerà la responsabilità di tutte le collezioni divenendo Direttore Creativo del Brand.

Frida fa notare subito di che pasta è fatta ed è proprio grazie a questa ragazza che la maison Gucci si riafferma tra le potenze della moda.

E’ lei che comprende l’importanza dei classici e riporta in luce, in maniera rivisitata, i classici della collezione come Flora, La Pelle Guccissima, la New Jackie e la Nuova Bamboo.

Oggi a Firenze nel museo Gucci possiamo ammirare  alcuni rarissimi pezzi dagli anni ’20 ad oggi.

Esclusività, qualità, artigianalità italiana e autorevolezza: queste le basi che fanno fatturare al Gruppo Gucci oltre 4 miliardi di euro.

Una solida realtà dalla quale tutti noi abbiamo molto da imparare.

(Valentina su Lookdarifare)