La storia infinita è il romanzo scritto dal tedesco Michael Ende, pubblicato per la prima volta a Stoccarda nel 1979, dalla casa editrice Thienemann Verlag. Tradotta in più di quaranta lingue, l’opera ha venduto oltre 10 milioni di copie nel mondo, diventando un classico della letteratura per ragazzi.

Per la sua complessità, La storia infinita ha a lungo animato i critici, nel vano tentativo di classificare il romanzo in un genere specifico. L’opera è oggi spesso definita un fantasy fiabesco, che si discosta dalla struttura e dai canoni classici della fiaba, pur attingendo costantemente da essa, accostandovi al contempo elementi fantasy e romantici. L’opera appare così come un romanzo di formazione, al tempo stesso fiabesco, fantastico e romantico. Si tratta inoltre di uno di quei libri che possono essere considerati metaromanzi, ovvero “libri che parlano di libri”: l’intero Mondo di Fantàsia è, di fatti, contenuto nel libro che il giovane Bastiano ha sottratto al libraio.

Questa la trama in breve: Bastiano Balthazar Bux è un ragazzino goffo, grassoccio e, soprattutto, solo. Ha però una grande passione: leggere. In un giorno di pioggia, inseguito dai compagni che si fanno beffe di lui, si rifugia in una vecchia libreria dove trova un volume intitolato: La storia infinita. Il libraio non vuole venderlo, ma l’attrazione per quel libro è tale che Bastiano lo ruba e ci si immerge letteralmente: infatti, scopre che proprio lui, Bastiano, non è solo spettatore delle meravigliose avventure che vi sono narrate, ma ne è anche protagonista, chiamato a salvare i destini del mondo incantato di Fantasia, con le sue mitiche creature e le sue città sospese. Libro dentro al libro, La storia infinita, si anima quando Bastiano entra nella vicenda in un gioco incantevole e ingegnoso sul rapporto fra immaginazione e realtà.

La stesura dell’opera tenne occupato l’autore per oltre tre anni, tanto che la data di consegna pattuita con l’editore dovette essere posticipata. Poco prima della consegna, Ende contattò infatti la Thienemann Verlag per comunicare come il protagonista Bastiano si rifiutasse di lasciare Fantàsia e che quindi non gli rimaneva altra possibilità che seguire il suo personaggio nel prosieguo delle sue avventure.

La prima edizione de La storia infinita fu infine stampata nel settembre del ‘79, con copertina rigida in seta e inchiostro di colore rosso per il testo ambientato nel mondo degli umani e verde acqua le parti riguardanti Fantàsia. Il volume venne suddiviso in 26 capitoli, decorati con altrettanti capilettera in ordine alfabetico dalla “A” alla “Z”, realizzati da Roswitha Quadflieg; ognuno numerato con cifre romane e corredato di un titolo. L’edizione tascabile del libro uscì solo nel 1987, mentre nel 1998 venne pubblicata l’edizione Weitbrecht, contenente il capitolo inedito “Der Niemandsgarten” (“Il giardino di nessuno”), una sorta di antefatto alla storia, estratto dal testamento di Ende.

Un anno dopo la pubblicazione, nel 1980, il romanzo entrò per la prima volta nella lista dei best seller stilata dalla rivista Der Spiegel, rimanendovi per 332 settimane (di cui 113 al primo posto). La stessa rivista, quell’anno, fu la prima a definire La storia infinita “un probabile libro di culto”, previsione avveratasi di lì a pochi anni, con la traduzione del romanzo di Ende in oltre 40 lingue e più di 10 milioni di copie vendute in tutto il mondo.

La prima edizione italiana uscì nel 1981, a cura della casa editrice Longanesi, anch’essa con copertina rigida in seta e testo bicolore. Dal romanzo, nel 1984 è stato inoltre tratto il celebre film “La storia infinita”, per la regia di Wolfgang Petersen. Appena un anno dopo la pubblicazione del libro, fu infatti il produttore Bernd Eichinger ad aggiudicarsi i diritti cinematografici; tuttavia, mano a mano che la sceneggiatura si evolveva, allontanandosi dall’originale, Ende cominciò a considerare l’adattamento filmico  un grave errore, riservandosi il diritto di ritirare il suo nome dalla pellicola. Il film, che esordì nelle sale nell’84, con un budget di 27 milioni di dollari, divenne all’epoca il film più costoso prodotto all’infuori degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica. Al primo lungometraggio, che nonostante il dissenso di Ende godette di grande fortuna, fecero seguito “La storia infinita 2” (1990, per la regia di George Trumbull Miller) e “La storia infinita 3” (1994, con regista Peter MacDonald).

Come i libri di Lewis Carroll e di John Tolkien, La storia infinita è oggi un classico della letteratura per ragazzi (e non solo), capace di appassionare, generazione dopo generazione, milioni di lettori.