Il feretro di Umberto Eco è arrivato poco prima delle 14 nel cortile della Rocchetta del castello Sforzesco dove alle 15 si svolgeranno i funerali laici. Centinaia di persone sono in fila ma molti non potranno entrare perché la capienza del cortile è di 800 persone. Il feretro è ricoperto di fiori di campo (bianchi e gialli), margherite, tulipani, fresie, anemoni e ranuncoli. Accanto alla bara c’è la toga dell’Alma Mater dell’università di Bologna, dove Eco ha insegnato per oltre 40 anni.

Per il funerale di Umberto Eco ci sono diversi esponenti del mondo della cultura: Roberto Benigni e la moglie Nicoletta Braschi, Moni Ovadia, Aldo Grasso, Stefano Bartezzaghi, Mario Andreose ed Elisabetta Sgarbi – con loro ha creato la nuova casa editrice La nave di Teseo, che come prima opera pubblicherà l’ultimo libro di Eco, un volume di saggi a cui ha lavorato fino all’ultimo Pape Sata’n Aleppe. Tra i rappresentanti istituzionali ci sono il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, quello di Torino Piero Fassino, quello di Alessandria, Rita Rossa, oltre al ministro della Cultura, Dario Franceschini, e quello dell’Istruzione, Stefania Giannini - mentre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato una corona portata dai corazzieri oltre a un telegramma alla famiglia.

Dall’università di Bologna, dove Eco ha insegnato 41 anni, arriveranno insieme l’attuale Rettore Francesco Ubertini, i suoi due predecessori. Fra gli altri, parlerà anche il nipote Matteo, figlio di Stefano, cui era indirizzata la commovente lettera Caro nipotino studia a memoria scritta da Umberto Eco un paio di anni fa su l’Espresso. Il Comune di Milano ha già fatto sapere che allo scrittore verrà riservato al più presto un posto nel Famedio del Cimitero Monumentale, il luogo dove vengono ricordati tutti coloro che hanno fatto grande il capoluogo lombardo nei secoli.

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