E a Lampedusa tornò la “pace”. Hanno fatto discutere le dichiarazioni del sindaco Totò Martello che ha chiesto a gran voce la chiusura dell’hotspot denunciando la presenza di tunisini che “vagabondavano e si ubriacavano per il centro cittadino, importunando i passanti e utilizzando le strade come fossero toilette a cielo aperto”. Ora, dopo il clamore mediatico, la situazione sembra essere “tornata alla normalità”: “Sono aumentati i controlli sui migranti e il centro di accoglienza ha ripreso le sue funzioni […] Lampedusa è stata, è ed intende continuare ad essere un’isola di accoglienza ma che sia organizzata all’interno di un contesto di regole di ordine pubblico e decoro” ha concluso il primo cittadino.

Di diverso avviso sia l’ex sindaca Giusi Nicolini – che ha accusato Totò Martello di fare “terrorismo psicologico” – sia i lampedusani e i turisti che, sui social, raccontano un’altra verità dei fatti.  “Né io né le mie amiche siamo state disturbate dai profughi. Ho visto qualche gruppetto in giro, mi sembra giusto che non stiano reclusi”, “È puro terrorismo inutile”, “Forse non si parla della stessa isola. Non ho visto un profugo e i commercianti erano pieni di turisti che spendevano”, “Si può uscire di casa senza chiudere porte e finestre, continuerò a tornare a Lampedusa”, “Questo Far West non l’ho visto, ricordo solo di un paradiso” , “C’è una sola emergenza: l’isola è piena di turisti”.

“In questo momento a Lampedusa ci sono 187 migranti, uno dei numeri più bassi della storia degli ultimi anni. Non c’è una situazione che sta sfuggendo di mano” ha replicato il Ministro dell’Interno Marco Minniti chiudendo, una volta per tutte, la polemica su una presunta situazione di emergenza a Lampedusa.